Si è chiuso l’FPE 2026. Un’esperienza che non finisce qui ma continua nei passi di ciascuno, nelle chiese e con le persone che incontriamo ogni giorno.
Nel silenzio accogliente della domenica mattina del 25 ottobre, il campus dell’Istituto Universitario Avventista “Villa Aurora”, a Firenze, ha riaperto le sue stanze alla bellezza del fare insieme, con il secondo ciclo dei workshop tematici del Forum Permanente per l’Evangelizzazione (FPE). Un tempo prezioso per ritornare sulle riflessioni dei giorni precedenti, approfondire strumenti pratici e lasciarsi ancora una volta interpellare dalla Parola.

A seguire, l’attenzione si è posizionata sul territorio con la presentazione dell’iniziativa “Ascolta Firenze“: un podcast pensato per guidare alla scoperta della città attraverso i luoghi che ne raccontano le storie più belle di accoglienza, solidarietà e cura delle persone. Per informazioni, si rimanda al sito qui: uicca.it/fpe-tour-guidato-firenze
Le sorprese non si sono fatte attendere: tra i tanti partecipanti che la sera prima avevano iscritto la propria comunità al sorteggio dello stand MAG (Ministeri Avventisti per la Gioventù), sei chiese estratte hanno ricevuto in dono del materiale prezioso da impiegare nelle loro attività locali.
La mattinata è poi proseguita con l’ultimo intervento di Luca Marulli, docente di Nuovo Testamento all’Università Protestante di Strasburgo, dal titolo “La parola che riscrive la vita“. Con uno sguardo acuto e profondo, il relatore ha mostrato come il passato venga spesso ricostruito a partire dal presente e come i ricordi della storia biblica e avventista siano stati a volte ritoccati dal tempo. Ma il cuore del messaggio è emerso con chiarezza: non importa se ogni singolo dettaglio storico sia esatto, ciò che davvero conta è che in quella storia sia ancora possibile incontrare la presenza del Dio della vita.

Subito dopo, il momento dedicato al progetto missionario OneVoice, presentato da Ignazio Barbuscia, segretario dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste (nella foto di copertina al centro), e Mariarosa Cavalieri, responsabile del dipartimento nazionale della Scuola del Sabato e dei Ministeri Personali (nella foto sotto, a sinistra), ha spalancato la vista sul futuro.
L’invito non è stato quello di scardinare o stravolgere ciò che le nostre chiese già vivono con dedizione, ma di partire da un’ascolto attento dei bisogni e delle risorse a disposizione. Bisogna prima di tutto preparare il terreno, dissodarlo con cura ed empatia. In questo modo si chiude un cerchio: proprio come nei giorni scorsi abbiamo fatto memoria di chi ha piantato in noi il primo seme della fede, così oggi tocca a noi fare lo stesso, spargendo semi eterni nel mondo, ma con una consapevolezza nuova e profonda.
L’arrivederci al prossimo anno, la preghiera finale e i ringraziamenti a chi ha reso possibile l’evento si sono intrecciati a un ultimo, dolce gesto di cura: a ciascun partecipante è stato donato un vasetto di marmellata preparato dai ragazzi disabili dell’associazione “Quelli di Sempre” di Cesena. Un pensiero che ha lasciato nelle mani di tutti il simbolo concreto di un’inclusione che fiorisce nel servizio e nell’amore reciproco.

Mentre le porte di “Villa Aurora” si chiudono alle nostre spalle, il Forum non finisce: continua nei passi di ciascuno. Ciò che resta è l’eco di un ascolto che si è fatto relazione e di una memoria che si è fatta promessa. Ci si saluta con gli occhi accesi di luce e la certezza ritrovata che la Parola non si ferma: continua a camminare lungo le nostre strade, pronta a fiorire ovunque vi sia una comunità capace di farsi grembo d’accoglienza, terreno fertile e spazio d’ascolto.
A cura di Laura Palumbo, coordinatrice “Casa Mia” di Forlì e partecipante all’edizione 2026 del Forum.
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[Foto: HopeMedia Italia]







