Un clima di allegra condivisione ha caratterizzato la Festa delle Nazioni che si è svolta sabato 23 maggio nella chiesa avventista di Roma Lungotevere. Un appuntamento che ha riunito la comunità offrendo un’esperienza di colori, culture, spiritualità in uno scambio intergenerazionale con grandi e piccini.
La celebrazione ha visto la partecipazione di numerose nazioni, testimoniando la ricchezza internazionale della comunità. In tanti hanno sfilato con bandiere e abiti tradizionali rappresentando il proprio Paese d’origine: Romania, Moldavia, Bosnia, Bolivia, Perù, Repubblica Democratica del Congo, Ecuador, Kenya, Camerun, Zimbabwe, Haiti, Albania, Germania, Italia, Polonia, Brasile, Ucraina, Ruanda e Ghana.
Ogni presenza ha contribuito a creare un mosaico culturale fatto di tradizioni, lingue e voci. Il sermone a cura del pastore Luca Faedda era incentrato sul testo del Salmo 67:3-4: “Ti lodino i popoli, o Dio, tutti quanti i popoli ti lodino! Le nazioni gioiscano ed esultino, perché tu governi i popoli con giustizia, sei la guida delle nazioni sulla terra”. Un messaggio in sintonia con il tema della giornata. Il past. Faedda ha sottolineato la bellezza della fede che invita e include. Una fede per i popoli, una chiamata “al plurale”.
Dopo il momento spirituale, la festa è proseguita con l’agape, il tradizionale pranzo comunitario, che si è trasformato in un vero e proprio viaggio gastronomico tra i sapori del mondo. I partecipanti hanno potuto gustare piatti tipici delle diverse culture presenti, condividendo non solo il cibo, ma anche storie, ricordi e sorrisi.
La “Festa delle Nazioni” è una bella idea per rafforzare i legami all’interno della comunità. Un evento che, attraverso la fede e la convivialità, ha ricordato a tutti il valore dell’unità tra i popoli, nel segno della speranza e della fraternità cristiana.
Un sentito grazie va al Signore per averci sostenuto, e a tutto lo staff organizzativo, in particolare a Lexy, a Maddalena e a mia mamma Laura.
Corina Veres
[Foto di Gioia Giacchetti, Ester Fiorito e Andreas C. Mazza]














