Svizzera tedesca. I 125 anni della presenza avventista
31 Marzo 2026

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Svizzera tedesca. I 125 anni della presenza avventista
31 Marzo 2026

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Un viaggio nel tempo che diventa occasione per guardare al presente e ai passi futuri.

Il 25 marzo scorso, la Parkarena di Winterthur, nel Canton Zurigo, ha ospitato la 123ª Conferenza annuale degli Avventisti del Settimo Giorno nella Svizzera tedesca. L’evento ha celebrato il 125° anniversario della presenza della denominazione nel Paese. C’erano 800 partecipanti in presenza, 200 collegati in diretta streaming e altrettanti tra bambini e ragazzi.

La giornata è iniziata con l’intervento del pastore Fabian Looser Grönroos; insieme ad alcuni ex presidenti, ha condotto i partecipanti in un viaggio nel tempo attraverso i 125 anni di storia avventista nella Svizzera tedesca. Sono stati ripercorsi i tempi dei pionieri, la rapida crescita e lo spirito di apertura degli anni iniziali. Uno sguardo al passato che ha illustrato come la comunità avventista locale si sia formata e consolidata nel tempo.

Nel culto che è seguito, Reinhard Schwab, presidente dell’Unione austriaca (nella foto), ha approfondito il tema: “Dal tronco alla vita. Perché avere ragione non basta”. Al centro del suo messaggio, Schwab ha posto l’immagine di un albero: le radici rappresentano il legame profondo con Dio e il fondamento spirituale della fede; il tronco simboleggia gli insegnamenti biblici, che offrono orientamento e stabilità; i rami esprimono la vita di fede attiva e visibile, tra innovazione, spirito pionieristico, impegno missionario e lo sviluppo di nuove idee, da cui nascono i frutti.

Il presidente dell’Unione austriaca ha sottolineato che tutte e tre le dimensioni devono essere unite e non separate, affinché l’albero, e quindi la comunità, cresca e rimanga vitale.

Discepolato, responsabilità e futuro
Nel pomeriggio, Alexander Kampmann, vicepresidente della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno in Germania, ha sviluppato tre punti centrali: il discepolato come processo di formazione, descritto come un cammino in cui le persone sono considerate come diamanti grezzi; hanno bisogno di tempo, accompagnamento ed esperienze condivise per maturare spiritualmente e scoprire i propri doni.

Kampmann ha parlato poi della crescita personale e comunitaria attraverso l’assunzione della responsabilità. I singoli individui devono essere accolti e sostenuti nel punto in cui si trovano nel loro percorso; infine, il vicepresidente tedesco si è soffermato su una chiesa proiettata al futuro: Kampmann ha mostrato che la chiesa si sviluppa soprattutto quando va oltre la semplice conservazione delle strutture esistenti e costruisce attivamente nuove comunità.

Il pomeriggio si è concluso con un intervento di Stephan Sigg, presidente della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno della Svizzera tedesca. Sigg ha ricordato che un albero non cresce con le proprie forze. È Dio il giardiniere, che dona il terreno, la luce e il tempo. Il presidente ha invitato tutti a lasciarsi entusiasmare nuovamente da Gesù e a mantenere viva la speranza del suo ritorno.

La casa come speranza condivisa
La giornata è terminata con un concerto della comunità avventista angolana di Zurigo. Il coro, composto da persone di diverse generazioni, ha raccontato il significato personale della parola “patria”, ricordando che i cristiani condividono in fondo un’unica cittadinanza celeste.

Il momento clou dell’esibizione è stato un pezzo di Jodel appositamente preparato da una cantante professionista. Il concerto ha rappresentato la conclusione vivace e piena di speranza della festa giubilare.

Nella Svizzera tedesca, i membri della Chiesa Avventista del Settimo Giorno sono 2.600. Per informazioni, leggi qui.

[Fonte: apd.media. Tradotto da Veronica Addazio]
[Immagini: © Freikirche der Siebenten-Tags-Adventisten Schweiz; Rido, Dreamstime.com]

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