La speranza inizia qui. Compassione in azione
22 Settembre 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Notizie e articoli a cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

La speranza inizia qui. Compassione in azione
22 Settembre 2026

C’è una parola che usiamo spesso in ADRA, l’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso: speranza.

Diciamo di voler portare speranza alla collettività, di restituirla dopo una catastrofe e di sostenere le persone perché immaginino un futuro migliore. Ma nel corso degli anni ho imparato una cosa importante: la speranza non è solo qualcosa di cui parliamo. È qualcosa che facciamo.

Un pasto nutriente può essere speranza. Un’aula vivace può essere speranza. Un vicino che si prende cura di un suo dirimpettaio può essere speranza. Questo sentire diventa visibile quando la compassione si trasforma in azione.

Il 5 settembre scorso, la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno ha lanciato OneVoice27, un movimento missionario globale che nel 2027 celebrerà il 2000° anniversario del battesimo di Gesù. È un’opportunità per la nostra famiglia ecclesiastica globale di riflettere sull’esempio di Cristo e di considerare come possiamo vivere la sua missione nelle nostre comunità.

Per ADRA questo è il contesto naturale in cui operare. È ciò che facciamo ogni giorno.

Come famiglia mondiale di credenti, abbiamo l’opportunità di parlare della speranza che troviamo in Gesù, non solo con le parole, ma anche attraverso il modo in cui viviamo e serviamo. E questo servizio non sarà uguale ovunque. Ogni comunità è diversa, e le persone che vi abitano spesso ne comprendono i bisogni meglio di chiunque altro.

Pertanto, vi incoraggiamo a guardarvi intorno, ad ascoltare attentamente e a trovare modi significativi per renderci utili.

Comprendere le necessità. Esprimere compassione. Agire. Donare speranza.

Ho incontrato tanta gente in tutto il mondo: personale dello staff di ADRA, volontari, membri di chiese e responsabili di comunità. Alcuni prestano servizio a livello professionale. Alcuni lo fanno per un solo giorno. Altri lo fanno da decenni. Ma hanno una cosa in comune: hanno detto di sì.

Sì, posso dedicare un’ora. Sì, posso aiutare. Sì, posso ascoltare. Sì, posso condividere ciò che ho.

A volte un piccolo sì si trasforma in qualcosa di molto più grande. Una persona si mette in servizio. Un’altra lo vede. Una chiesa si coinvolge. Una collettività inizia a lavorare insieme. Improvvisamente, un gesto di compassione si trasforma in un movimento.

La nostra fede ci insegna che ognuno ha dignità perché ogni persona è creata e amata da Dio. Quando serviamo qualcuno, non stiamo semplicemente portando a termine un progetto. Stiamo riconoscendo il nostro prossimo. Stiamo scegliendo di avere cura. Stiamo mettendo in pratica la nostra fede.

E la nostra compassione non è condizionata. ADRA offre i suoi servizi in base al bisogno, a prescindere dall’appartenenza religiosa. Nessuno deve condividere la nostra fede o appartenere alla nostra chiesa per ricevere assistenza. Anche questo significa vivere la speranza che proclamiamo.

Il mondo ci offre molti motivi per perdere la speranza. Ma ogni giorno vediamo anche chi sceglie qualcosa di diverso: vicini che si aiutano a vicenda, volontari che donano il loro tempo, chiese che riaprono le loro porte e comunità che si ricostruiscono.

Credo che proprio lì nasca la speranza. Non in un posto molto lontano. Qui.
Con la decisione di prestare attenzione. Scegliendo di prenderci cura del prossimo. E agendo.

Paulo Lopes, presidente di ADRA internazionale.

[Fonte: adra.org. Tradotto e adattato dalla redazione]
[Foto: ADRA internazionale; HopeMedia Italia e ADRA Venezuela]

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