Il presidente Köhler in Italia: “La missione è un miracolo”
20 Settembre 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

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Il presidente Köhler in Italia: “La missione è un miracolo”
20 Settembre 2026

Da Firenze a Roma, un incoraggiamento a essere voci di speranza, ognuno con il proprio talento. E a credere nel Dio dell’impossibile. Il messaggio consegnato dal presidente della Chiesa avventista mondiale e dal presidente della Divisione intereuropea alle comunità italiane. 

Molte certezze sembrano essersi dissolte, ma non il bisogno di significato. Anche nell’era del meta-modernismo, soprattutto tra i più giovani, non si spegne la sete di senso e di una causa per cui vivere. Potremmo riassumere così il filo conduttore di un fine settimana che ha lasciato il segno. Due giorni di festa per la chiesa in Italia, nell’abbraccio di una famiglia mondiale che, da latitudini diverse, si ritrova unita dalla stessa speranza e dal medesimo impegno nella missione. Venerdì 18 e sabato 19 settembre, il pastore Erton C. Köhler, presidente della Conferenza generale (CG) della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, e Barna Magyarosi, presidente della Divisione intereuropea (EUD), hanno visitato Firenze prima e Roma poi.  

Tappa a Firenze
Venerdì, i due responsabili hanno salutato la comunità fiorentina, intervenendo all’inaugurazione dell’Anno accademico 2026-27 dell’Istituto Universitario Avventista (IAU) in via Ellen White, 8.

Richiamando le radici storiche della denominazione, il pastore Davide Romano, direttore dello IAU, ha ripercorso il cammino compiuto dai pionieri: “L’Italia è quel luogo particolare dove nel 1864 è arrivato il primo avventista del settimo giorno: la terra del papa. Da allora abbiamo fatto strada”. “Insieme a Roma, Napoli e Venezia, la città di Firenze è stata una sede storica in cui l’evangelismo italiano è stato attivo”, ha commentato Romano. Il direttore ha rimarcato il ruolo del campus universitario “Villa Aurora” nel panorama dell’offerta accademica in Italia; il prossimo anno celebrerà gli 80 anni dalla sua fondazione.  

Una rete mondiale di studenti
Il presidente della CG Köhler ha ricordato agli studenti e alla comunità accademica di essere parte di una realtà mondiale ampia e diversificata. “È la prima volta che visito l’IAU”, ha affermato, sottolineando come l’istituto faccia parte di una rete internazionale composta da oltre 10mila istituzioni educative avventiste e circa 2,5 milioni di allievi.

Il presidente ha evidenziato la dimensione globale della chiesa, presente in 212 Paesi con più di 24 milioni di membri che ogni sabato si riuniscono in circa 185.000 luoghi di culto, dai più piccoli ai più grandi. “La chiesa di Firenze appartiene a questa grande famiglia”, ha dichiarato, ringraziando studenti, volontari, dirigenti e pastori per il loro impegno e augurando al campus universitario un anno “fermamente ancorato alla Bibbia e focalizzato sulla missione”. 

Il vangelo anche sui social
Rivolgendosi in modo particolare alle ragazze e ai ragazzi, il pastore Köhler ha lanciato una sfida missionaria collegata ai nuovi media e al progetto OneVoice27 in corso di svolgimento fino all’autunno del 2027 per celebrare i 2mila anni dal battesimo di Gesù (27 d.C.): “Ognuno di voi ha qualcosa di speciale tra le mani: il telefono cellulare. Può essere uno strumento di odio o di missione, un’arma o una benedizione”. Una chiamata a usare i social media e le tecnologie digitali come strumenti di testimonianza, speranza e condivisione del vangelo.
 

In conclusione, il direttore dell’IAU Davide Romano ha consegnato un omaggio al presidente Köhler, al collega Magyarosi e ai loro accompagnatori. Un dono speciale è arrivato anche dalla chiesa di Firenze. Il pastore Nino Plano ha offerto un sigillo e una pergamena fiorentina, simboli della tradizione culturale e della millenaria storia della città. 

Rivedi la cerimonia qui:

Tappa a Roma
La visita dei due dirigenti e dei loro rispettivi staff è proseguita sabato 19 settembre a Roma, nella chiesa di Piazza Vulture. Il culto di adorazione ha riunito sorelle e fratelli di chiesa da diverse zone d’Italia o collegati in diretta streaming sul canale YouTube ufficiale della Chiesa italiana.  

Canti e inni intonati dai cori e dai solisti delle comunità romane e dai bambini e ragazzi dell’Associazione Italiana Scout Avventista (AISA) hanno creato un’atmosfera spirituale accogliente e toccante.  

Il momento della Scuola del Sabato (lo studio della Bibbia in piccoli gruppi) si è tenuto in plenaria sul tema della settimana, la lezione 12, “I Falsi maestri” dedicata alla seconda Lettera ai Corinzi.

Mariarosa Cavalieri, responsabile del Dipartimento della Scuola del Sabato e dei Ministeri Personali della Chiesa italiana (UICCA) ha guidato il dialogo insieme alla pastora tirocinante Elisa Ghiuzan. Con loro, Ignazio Barbuscia, segretario dell’UICCA e il presidente Barna Magyarosi. Uno scambio che ha permesso non solo di approfondire il tema del lezionario, ma anche di conoscere meglio gli ospiti della giornata. Grazie a un Qr code, i partecipanti sono intervenuti in tempo reale, condividendo riflessioni, domande e risposte. 

Nella foto, da sinistra, i pastori Barna Magyarosi, Erton C. Köhler e Andrei Crețu.

La raccolta delle offerte per le missioni della Divisione Intereuropea ha restituito uno spaccato della dimensione internazionale del territorio amministrativo dell’EUD; una vasta area che comprende 20 Paesi, 18 lingue e 2.518 chiese avventiste distribuite in un’area abitata da oltre 340 milioni di persone. 

La liturgia della mattinata ha visto la partecipazione del pastore della chiesa ospitante, Robert Thomas Iosub, del pastore Daniele Calà, direttore del Campo Centro, l’area che include le chiese avventiste dell’Italia centrale; di Luca Faedda, pastore delle chiese di Roma Lungotevere e Appia, e di Frosinone, insieme ai dirigenti dell’UICCA: il presidente Andrei Crețu, il segretario Ignazio Barbuscia e il tesoriere Roberto Buonauguro.

Crețu si è soffermato sul valore dell’unità nella diversità che contraddistingue la Chiesa mondiale: “È una gioia vedere una famiglia così grande e variegata riunita insieme. Tante lingue, tante storie, ma un unico focus, condividere l’amore di Gesù e la speranza del suo ritorno”. 

Scout in primo piano
La predicazione è stata affidata al pastore
Köhler. Il presidente della Conferenza generale si è rivolto all’assemblea con un approccio empatico che ha accorciato immediatamente le distanze. In apertura, ha condiviso il forte legame che lui e la sua famiglia hanno con il nostro Paese, ricordando le sue origini brasiliane, ma anche tedesche. Ora vive negli Stati Uniti. “L’Italia è uno dei posti che amiamo di più”, si è confidato. “Qui abbiamo celebrato il nostro anniversario di matrimonio, mio figlio ha scelto l’Italia per il suo viaggio di nozze e negli anni siamo tornati spesso per le vacanze”.

Köhler ha richiamato la ricorrenza della Giornata internazionale degli scout (19 settembre), ripensando agli oltre due milioni di scout avventisti attivi nel mondo; ha raccontato poi la propria esperienza personale: è stato scout anche lui e ha dedicato dodici anni del suo ministero al lavoro con i giovani. Con un gesto inatteso, ha aperto un fazzoletto viola realizzato per il progetto OneVoice27, che ha consegnato al giovane Mihai Serbu, in rappresentanza degli scout dell’AISA presenti in chiesa e, simbolicamente, di tutti coloro che sono impegnati nei diversi continenti. Mihai ha a sua volta donato al presidente un fazzoletto scout che Köhler ha annodato subito al collo, richiamando il versetto di 2 Corinzi 5:14: “L’amore di Cristo ci costringe”.  

Crediamo nei miracoli?
Il messaggio della predicazione si è sviluppato attorno ad Atti 19 e al versetto 11: “Dio intanto faceva miracoli straordinari per mezzo di Paolo”. Il presidente ha accentuato come il Signore operasse attraverso le mani dell’apostolo e continui ancora oggi ad agire con le nostre mani, le capacità, le idee e l’impegno che infondiamo nei propositi che ci animano.

“Crediamo ancora nei miracoli che leggiamo nella Bibbia? Siamo convinti che Dio sia all’opera oggi come allora?”, ha chiesto ai presenti, incoraggiando la Chiesa in Italia a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà della missione in un territorio come il nostro, e a confidare nella potenza trasformatrice del Signore che tutto può. 

Con la “torcia” accesa
Al centro del sermone di Köhler, di nuovo il valore dei mezzi di comunicazione e dei social media. Ognuno può essere testimone del vangelo anche con il telefonino che abbiamo sempre tra le mani. Ha definito gli smartphone e i dispositivi elettronici degli “holy devices”, dei mezzi benedetti, santi, al servizio della speranza e della missione evangelica.

A quel punto ha invitato tutti ad accendere la torcia del proprio telefono, e la sala si è illuminata come un cielo di piccole stelle. Un’immagine significativa che ha racchiuso meglio di tante parole il progetto di OneVoice27: la sfida allora non è quella di uniformare le voci in una soltanto, ma esortare ciascuno a condividere la propria testimonianza secondo i personali talenti, diventando un punto di luce capace di riflettere l’amore di Cristo. 

Una testimonianza dall’Africa
Köhler ha quindi richiamato l’urgenza della missione, definendola senza esitazione “un miracolo”. Non entrando nei dettagli per ragioni di sicurezza, ha portato una testimonianza in arrivo da uno dei 23 Paesi del mondo in cui la Chiesa avventista non è ufficialmente riconosciuta e presente.

In una nazione africana i credenti osservano la loro fede in condizioni di enorme rischio. In quel Paese vive una coppia di avventisti; non hanno un incarico missionario formale, ma lavorano e testimoniano il proprio credo nel quotidiano. I due sono stati protagonisti di una vicenda che il presidente ha definito straordinaria. La coppia è riuscita nel tempo a mettersi in contatto con una decina di avventisti. Avevano bisogno di un interprete e hanno trovato un giovane disponibile. Questi, durante un periodo trascorso all’estero, era entrato in contatto con la chiesa. Tornato nel suo Paese, aveva iniziato a condividere quanto appreso, offrendo studi biblici a un gruppo di 24 persone. Da quel piccolo nucleo è nata una comunità di fede che ha visto celebrare numerosi battesimi e ha incluso il gruppo iniziale dei dieci credenti incontrati dalla coppia di pionieri.

“Pur vivendo nell’ombra, questi uomini e donne sono una luce di gioia e speranza che testimonia concretamente l’amore di Cristo”, ha detto Köhler. La missione continua a essere “un autentico miracolo di Dio sempre all’opera nel mondo. Se non condividiamo il vangelo, è come se stessimo nascondendo la medicina al paziente”. 

La predicazione del mattino si è conclusa con un ultimo momento musicale particolarmente sentito, a cura del coro della chiesa di Piazza Vulture e dalla cantante lirica Irida Dragoti, della comunità di Roma Lungotevere. La loro interpretazione del brano Jerusalem ha commosso l’assemblea. 

Nel pomeriggio il programma è continuato con un tempo di lode e adorazione, seguito dalla presentazione di alcuni progetti missionari dell’Unione italiana e da un’intervista agli ospiti internazionali che hanno condiviso esperienze personali e prospettive sulla missione della Chiesa nel mondo. 

La registrazione della mattina è disponibile qui: 

A cura di Veronica Addazio e Giuseppe Cupertino per il Messaggero Avventista online.
[Foto: HopeMedia Italia. Video: Istituto Universitario Avventista e HopeMedia Italia]

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