Bibbia Festival. Gli appuntamenti del fine settimana
7 Maggio 2026

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Bibbia Festival. Gli appuntamenti del fine settimana
7 Maggio 2026

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Venerdì 8 maggio un concerto. Sabato, due riflessioni su diritti e libertà da seguire anche online.

Continua a Cesena il calendario di Bibbia Festival, la rassegna culturale promossa dalla chiesa avventista della città. L’undicesima edizione, intitolata “Non abbiate paura! I diritti, la libertà, il bisogno di speranza”, incoraggia a leggere il presente con uno sguardo aperto al dialogo, alla fiducia e alla responsabilità, intrecciando cultura, arte, riflessione biblica e analisi dell’attualità.

Il programma del fine settimana nella chiesa di via Carlo Emilio Gadda, 300, si apre venerdì 8 maggio, alle ore 20.30, con “Cori in coro – Note di Speranza”, quarta rassegna musicale delle comunità cristiane locali, un appuntamento dedicato alla musica come linguaggio condiviso di speranza.

Sabato 9 maggio, alle ore 11, si potrà ascoltare “La cultura post-moderna ha cancellato la dimensione spirituale nella declinazione di diritti e libertà?”, una riflessione affidata al pastore Hanz Gutierrez Salazar, docente alla Facoltà Avventista di Teologia, a Firenze (nella foto accanto).

Il tema verrà poi ulteriormente approfondito nel pomeriggio, alle 16 durante la tavola rotonda “C’è una crisi del diritto e delle libertà: cosa dobbiamo aspettarci?”, con la partecipazione del giudice Piergiorgio Morosini (in collegamento video), del past. Hanz Gutierrez e del sindaco di Cesena, Enzo Lattuca.

Gli incontri si seguono anche online sul canale YouTube qui.

In quale tempo viviamo?
In vista del suo intervento di sabato mattina, abbiamo chiesto un’anticipazione a Hanz Gutierrez. “Non è facile descrivere il tempo in cui viviamo” sottolinea Gutierrez. “Sembra, il nostro, essere piuttosto un ‘inter-regnum’, un tempo di transizione, che dalle certezze della prima modernità, nella cui prospettiva l’avventismo è nato, ci sta portando a un periodo ancora incerto ma che sembra non rassomiglierà più al mondo in cui l’avventismo è nato e si è sviluppato per più d’un secolo e mezzo”.

Questa diagnosi, prosegue Gutierrez, “è importante non solo per la testimonianza ma anche per la comprensione di noi stessi, in quanto comunità, perché dalla percezione del tempo dipendono le risposte che noi come chiesa proviamo a dare a noi e al mondo. E proprio a questo livello, a livello della domanda ‘in quale tempo viviamo?’ che una diagnosi più profonda ci rivela una realtà che appare diversa da quella che sembra di vedere a prima vista”.

Cultura post-moderna, iper-modernità e dimensione spirituale
La realtà più profonda di cui dobbiamo tenere assolutamente conto, possiamo descriverla su tre livelli che emergono nel titolo del sermone, continua il past. Gutierrez. “Primo, la post-modernità. Siamo sicuri di trovarci dopo la modernità? Diversi analisti pensano di non. Saremmo piuttosto in un periodo che radicalizza la modernità. Un tempo chiamato ‘iper-modernità‘, una modernità radicalizzata. Basta pensare all’individualismo“. Dall’individualismo della prima modernità siamo passati a un individualismo ancora più radicale oggi.

“Secondo punto, sulla base di vari studi, fra cui quello di Franco Garelli e Stefania Palmisano, è la religiosità istituzionale che è in declino, ma non la spiritualità che invece è in piena auge. Non per nulla J. Habermas ha introdotto da alcuni anni il concetto di periodo post-secolare”.

Terzo punto, conclude il docente, “i diritti rimangono un anelito e una ricerca continua oggi e difficilmente possiamo rinunciare a questa ricerca e rivendicazione perché nuove forme di alienazione e sopruso sono sempre in agguato e si riciclano continuamente. E, tuttavia, il concetto stesso dei diritti umani, nasce ed è legato all’individualismo sociale di cui, per altri versi, vediamo anche la devastazione”.

Per questo motivo alcuni pensatori, come Andrea Zohk, ritiene che il mantra dei diritti debba essere ripensato “perché nasce da una matrice culturale che ha prodotto non solo benefici ma enormi disfunzionalità sociali e culturali. Come articolare la spiritualità e una esperienza di fede in un contesto simile? Questo rappresenta certamente una sfida alla quale non possiamo sottrarci”.

Bibbia Festival proseguirà fino al 31 maggioClicca qui per leggere il calendario completo.

[Immagine: Pop Nukoonrat, Dreamstime.com]

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