Sulla Domenica del Corriere del 1926, l’illustrazione di un battesimo nelle acque del fiume Adda.
In questo mese ricorre il centenario di una copertina che il 27 giugno 1926 La Domenica del Corriere dedicava alla comunità avventista italiana. Il settimanale del Corriere della Sera, una delle più prestigiose pubblicazioni dell’epoca, pubblicò un’illustrazione che sanciva la presenza avventista nel nostro paese.
La didascalia spiegava: “Una cerimonia americana presso Milano. Un pastore degli ‘Avventisti del Settimo Giorno’, che hanno il loro centro a Washington, celebra un ‘battesimo biblico’ nelle acque dell’Adda, a Cassano”.
Non è possibile risalire alle motivazioni che hanno indotto la redazione del giornale a commissionare l’illustrazione di Achille Beltrame.
All’interno non vi è nessun articolo relativo all’evento. Il settimanale illustrato del celebre quotidiano milanese, consultato nel fornitissimo sito di Guido Scuderi, consultabile qui, mostra una concezione diversa dell’uso delle copertine. Non lanciano un tema, una notizia che ritroviamo all’interno del numero. Rimangono, con la didascalia, un’informazione a sé stante.
Dalla didascalia riteniamo che, per la redazione, la celebrazione pubblica di un battesimo, rito essenziale della fede avventista, rappresenti una curiosità di costume importata dagli Stati Uniti.
La pubblicazione della copertina rimane significativa se si pensa che, all’epoca, la religione cattolica era religione di Stato e che nel 1929 i Patti Lateranensi sottoscritti con la Santa Sede riservarono agli altri culti l’appellativo di “culti ammessi”.
Essere protagonisti di una copertina su una rivista tanto influente rappresentava un riconoscimento significativo per gli avventisti italiani, contribuendo a far conoscere il loro messaggio a un pubblico più ampio. La celebrazione del battesimo nell’Adda divenne simbolo di novità e di alternativa in un periodo di grandi cambiamenti sociali e culturali.
Oggi, a cento anni di distanza, abbiamo dedicato la copertina del Messaggero Avventista di giugno al centenario di quella prima pagina. Rievochiamo l’evento come momento di riflessione su come un semplice atto di fede possa avere un impatto duraturo e significativo, per ricordare il nostro impegno verso i valori che hanno guidato chi ci ha preceduto: fede, comunità e missione.

Il Messaggero Avventista di giugno 2026 celebra i cento anni della copertina della Domenica del Corriere.
Uno spaccato della società del tempo
La Domenica del Corriere è stata famosa per le copertine illustrate che hanno rappresentato una varietà di eventi. Un’impostazione giornalistica con la quale veniva raccontato un fatto significativo, curioso o emblematico del periodo. Di fatto la copertina rimaneva un elemento a sé stante del settimanale, senza alcun riferimento o richiamo a un servizio interno.
Ecco alcuni esempi:
– Cronaca: 26 luglio 1925 l’attacco di un enorme “pescecane” a un’imbarcazione.
– Scoperte e innovazioni: 8 novembre 1925 l’attracco di un aereo con un dirigibile, antesignano dei sistemi di rifornimento in volo.
– Sport: 8 agosto 1926 partenza di una gara di “yachts della sabbia” (sorta di windsurf su ruote) in Inghilterra.
– Politica, cultura e società: 15 dicembre 1929 la “Conciliazione Stato-Chiesa”, con la stretta di mano tra il Papa Pio XI e Vittorio Emanuele III.

Il disegno della copertina è stato eseguito sulla base della fotografia in bianco e nero pubblicata all’interno del giornale.
Chi era Gianluigi Lippolis?
Il pastore che nell’illustrazione conduceva la cerimonia battesimale nelle acque del fiume Adda vicino Cassano era Gianluigi Lippolis.
Nato il 22 novembre 1880 a Gravina in Puglia da una fervente famiglia cattolica, si converte al messaggio avventista nel 1908 ed è battezzato nel 1909 dal pastore Charles T. Everson. Abbandonò il lavoro di impiegato delle ferrovie per diventare colportore e poi pastore.
È il primo italiano consacrato al ministero pastorale. Ricoprì ruoli significativi, tra cui Presidente della Missione Centrale e dell’Unione di Missioni in Italia. Durante il regime fascista, affrontò processi per la sua fede. Era noto per la sua dedizione e il suo impegno nel diffondere il messaggio avventista. Morì il 17 febbraio 1969 a Firenze. Per maggiori informazioni consultare il sito dell’Enciclopedia avventista, qui.
Stefano Calà, pastore delle chiese di Alessandria, Asti e Torino.
[Fonte: Il Messaggero Avventista, giugno 2026]







