Con la Parola tra le mani, Gesù nel cuore. Il ricordo di Rosario Caccamo nel suo ultimo viaggio.
Novantasette anni di vita sono un dono straordinario, ma ciò che ha reso unica la vita del nostro amico e fratello Rosario Caccamo, è stata la sua fede incrollabile che lo ha guidato, sostenuto, incoraggiato.
Il 19 giugno alle prima ore dell’alba il suo cuore si è fermato, sazio dei suoi giorni per una vita piena, laboriosa, intessuta e intrecciata con il filo d’oro di una fede salda in Gesù.
Con la valigia del colportore in mano e il sorriso sul volto, ha ricamato una storia d’amore per la sua famiglia e per quel Gesù che voleva far conoscere al mondo. Dalla sua amata Sicilia alla Svizzera fino ad approdare in Romagna, ogni tappa del suo viaggio è stata guidata dal coraggio e da una instancabile devozione.
Leggeva i suoi rapporti di colportore con fierezza e negli anni d’oro in cui quel lavoro significava consumare le scarpe andando di porta in porta, la gioia di aver parlato condiviso, incontrato volti nuovi, rafforzava la sua missione. La chiamata verso un nuovo nascente gruppo a Rimini divenne presto il centro del suo servizio: un impegno totale per seminare la Parola, accogliere le anime e mantenere viva quella fiammella di fede, facendola diventare una comunità unita.
I suoi amati figli, Maria e Giovanni, ci hanno ricordato quanto laborioso fosse stato il loro papà, sempre affaccendato con un progetto in mente e mille idee da realizzare, ma davanti alla sua amata Angelica sapeva fermarsi e perdersi in quel mondo suggellato da un SÍ cresciuto in quasi 70 anni di vita insieme. Erano capaci di illuminare ogni giornata anche solo chiamandosi “Vita mia”.
La sua fede profonda camminava di pari passo con la sua grande sensibilità, si commuoveva ancora come un bambino davanti alle cose belle della vita, davanti all’affetto dei tuoi cari spesso non più in memoria ma custoditi gelosamente nel cuore dove bastava un nome per riaccendere il ricordo offuscato dal tempo.
In questo lungo tempo Gesù ha saputo creare una sensibilità disarmante. I suoi occhi si riempivano di lacrime e di gioia nel ricordare l’amore profondo che Cristo gli dimostrava. Per Rosario, Gesù non era una figura distante o confinata nei libri, ma una presenza viva, un compagno di viaggio reale che lo aveva preso per mano dalla Sicilia alla Svizzera per farlo riposare nella sua adottata Romagna.
Quando parlava della grazia ricevuta, la sua voce tremava per l’emozione: si commuoveva non per debolezza, ma per l’immensità di quel legame spirituale che lo faceva sentire infinitamente amato e protetto, giorno dopo giorno, fino al suo ultimo respiro.
“Grazie per averci insegnato che la vera forza sta nell’onestà del lavoro, nella preghiera, nella purezza del cuore, nell’amore per la famiglia e nella Parola vivente di Dio”.
Ha combattuto il buon combattimento, lasciandoci una trama d’amore che il tempo non potrà mai cancellare.
La comunità di Cesena si stringe intorno alla sua compagna di vita Angelica, ai suoi figli Maria e Giovanni e a tutti i nipoti e pronipoti, attorno ai parenti e agli amici, custodendo l’eredità più grande: la sua Bibbia.
Che quelle pagine consumate dall’amore e dalla fede possano essere per ognuno di noi una finestra aperta verso l’eternità, una mappa celeste per orientare il cammino e ritrovarci, un giorno, nello stesso infinito abbraccio.
Laura Paris
[Foto: Monica De Paolis]







