Un’opportunità di approfondimento spirituale e confronto.
Arriva un nuovo percorso di studio dal titolo “Maria nei Vangeli”. Il corso, proposto da Voce della Speranza, è gratuito e si segue online; si articola in nove lezioni e due approfondimenti, ed esamina in modo puntuale tutti i testi biblici che ritraggono Maria, la madre di Gesù.
Per avere qualche anticipazione, abbiamo rivolto alcune domande a Silvia Vadi, pastora avventista e responsabile dei corsi biblici Voce della Speranza. Con lei riflettiamo su alcuni interrogativi centrali per molti credenti.
Pastora Vadi, com’è nata l’idea di offrire questo percorso e a quale bisogno spirituale o culturale intende rispondere?
Quando leggiamo la Bibbia incontriamo personaggi le cui storie ci ispirano, ammoniscono, aiutano a sperare, ci insegnano. Maria, la mamma di Gesù, è un personaggio particolare. Nell’ambito protestante ed evangelico talvolta è messa un po’ ai margini mentre nell’ambito cattolico è esaltata e assume ruoli di mediazione e intercessione fra l’umanità e la Divinità. La necessità di comprendere ciò che è scritto nella Bibbia di Maria è stata la spinta a preparare un percorso di studio sull’argomento.
Chi era la Maria delle Scritture?
Maria, giovane pienamente inserita nella società a cavallo fra il tempo indicato come prima e dopo Cristo, è descritta con brevi tratti nei Vangeli. Donna umile, di fede, che si abbandona fiduciosa al progetto di Dio anche se non lo comprende fino in fondo. Mamma premurosa e preoccupata per le scelte del figlio sia adolescente che adulto, angosciata e sofferente ai piedi della croce. Potremmo dire una mamma come tante. Come essere umano è soggetta al peccato e alle sue conseguenze.
L’apostolo Paolo scriverà ai credenti di Roma che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23). Maria non fa eccezioni! Anche lei, quindi, ha bisogno di perdono e di un mediatore per essere riconciliata a Dio. È Cristo che opera tutto questo per sua madre e per l’umanità tutta. Nel progetto che Dio ha elaborato per salvare l’umanità dal peccato e dalle sue conseguenze nefaste, Maria è colei che ha accolto il Dio che diventa uomo e “nasce da donna”.

Allora chi è Maria per noi oggi? Ha un “compito” nel piano della salvezza?
Maria è la mamma di Gesù che nutre, educa e aiuta a crescere il Figlio di Dio. Nessun altro ruolo le è riconosciuto né dagli apostoli né dai primi cristiani. Il suo “sì” ha permesso che si realizzasse il progetto di Dio: un ruolo importantissimo ma che in nessun modo è possibile accostare a ciò che ha fatto Gesù Cristo che per l’umanità è misericordia e perdono, sacrificio e mediatore, cioè l’unico Salvatore.
Oggi, anche nella chiesa cattolica è in atto una riflessione teologica su alcuni ruoli attribuiti a Maria. In particolar modo, il Dicastero della dottrina e della fede nel 2025 ha pubblicato una nota dottrinale sui titoli “corredentrice e dispensatrice di ogni grazia”. Per il titolo di corredentrice, è scritto nella nota che “è sempre inappropriato usare” questo titolo che “rischia di oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo e, pertanto, può generare confusione e squilibrio nell’armonia delle verità della fede cristiana, perché ‘in nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati’ (Atti 4:12)”.
Il corso affronta temi molto cari alla devozione religiosa come il rosario, la preghiera alla Madonna e il dogma dell’immacolata concezione. Come nasce storicamente il culto mariano? Sono pratiche che trovano un fondamento nelle pagine della Bibbia?
Nel racconto biblico Maria è citata per l’ultima volta all’inizio del libro degli Atti degli apostoli, e fa parte della prima comunità di seguaci di Cristo risorto come uno dei tanti membri di questa comunità di fede. L’ultimo libro scritto del Nuovo Testamento è il Vangelo secondo Giovanni. Sicuramente, quando l’autore lo ha composto, intorno alla fine del primo secolo d.C., Maria era già deceduta. In questo Vangelo non si accenna a niente di tutto quello che è stato il successivo ruolo e le caratteristiche attribuite a Maria.
È a partire dal III e IV secolo d.C. che si sviluppò un’intensa letteratura agiografica nella quale i santi e la vergine Maria erano protagonisti di racconti fantastici e miracolistici. Maria divenne oggetto di lunghe speculazioni teologiche e di una vera e propria “iperdulia”, vale a dire venerazione senza limiti. Quindi, la dottrina che giustifica la devozione verso Maria è basata fondamentalmente sulla letteratura apocrifa e sulle speculazioni teologiche dei Padri della chiesa piuttosto che sulle poche testimonianze bibliche.

Perché è essenziale tratteggiare con chiarezza i confini tra il profondo rispetto per la figura di Maria e la sua adorazione?
La vita e la fede di Maria possono ispirare ancora oggi tante vite. L’umiltà e la dedizione a Dio della giovane di Nazaret hanno più che mai un senso in una società dove si teme tutto ciò che può cambiare il nostro stare nella nostra zona di comfort e il mettersi in gioco.
Abbiamo bisogno di scorgere l’assoluta umanità di Maria perché il suo esempio ci possa ispirare e incoraggiare. Ma per fare questo occorre comprendere che il suo ruolo è limitato al tempo della sua vita su questa terra, all’epoca in cui ha risposto “sì” alla chiamata divina e ha accolto Gesù, prima come figlio e poi come Salvatore. Venerarla e attribuirle un ruolo di mediatrice e corredentrice è qualcosa che la innalza a un esempio irraggiungibile e ultra-umano, non sostenibile biblicamente.
Come iscriversi e seguire i corsi online
Una volta compilato il modulo online, si riceve una mail di conferma con tutti i dettagli da seguire. Durante il corso, si potranno seguire le lezioni con le relative dispense, e dialogare con il tutor ponendo domande e commenti scritti.
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A cura di Veronica Addazio.
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