Difendere e promuovere la libertà di coscienza di tutti i cittadini.
La Divisione nordamericana (NAD) della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, il 13 luglio scorso ha inviato delle osservazioni formali alla Commissione per la Libertà Religiosa del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (il documento è disponibile qui): da un lato ha espresso apprezzamento per l’impegno della Commissione nella tutela della libertà religiosa, dall’altro ha manifestato anche profonde preoccupazioni per alcune parti del rapporto della Casa Bianca dedicate alla relazione tra Stato e Chiesa (la bozza della relazione si può scaricare qui).
In particolare la NAD elogia il sostegno della Commissione a una maggiore tutela della libertà di coscienza nei luoghi di lavoro e al riconoscimento dell’importanza di mantenere l’autonomia delle organizzazioni religiose. Allo stesso tempo, avverte che l’interpretazione proposta dell’Establishment Clause [1] rischia di indebolire una delle più importanti garanzie costituzionali della libertà religiosa negli Stati Uniti e sollecita la Commissione a rivedere la sua interpretazione della clausola e il principio storico della separazione tra Stato e Chiesa.
“La libertà di coscienza e la libertà religiosa sono al cuore stesso del Regno di Dio. Sono parte fondamentale della creazione dell’umanità e costituiscono uno dei principi fondanti della chiesa avventista fin dalle sue origini, centrale per la nostra visione teologica e la nostra fede”, ha dichiarato G. Alexander Bryant, presidente della Divisione nordamericana. “La separazione tra Chiesa e Stato è sempre stata una nostra convinzione. Di fronte alla possibilità che la Commissione metta in discussione questo principio, era indispensabile far sentire la nostra voce e manifestare la nostra opposizione a questa direzione intrapresa dal governo federale”.
Andre Wang, nel suo articolo pubblicato su Adventist News Network, sottolinea che “da oltre 170 anni la chiesa avventista sostiene costantemente una netta separazione tra Chiesa e Stato, non per ostilità verso la religione, ma perché è convinta che la fede possa prosperare pienamente solo quando è libera da controlli e interferenze governative”. Secondo il documento della NAD, la neutralità religiosa dello Stato ha permesso a persone di ogni fede di praticare il proprio culto secondo coscienza, senza coercizioni né favoritismi istituzionali.
La lettera ricorda che il sostegno alla separazione tra Chiesa e Stato è giunto storicamente da numerose comunità, tra cui avventisti, battisti, quaccheri ed ebrei, che hanno sempre considerato questo principio costituzionale “la migliore protezione contro le interferenze dello Stato nelle questioni di fede”. Il testo invita la Commissione per la Libertà Religiosa del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti a riconoscere che chi difende la separazione tra Chiesa e Stato lo fa spesso proprio in virtù delle proprie convinzioni religiose.
Richiamando sia la storia costituzionale americana sia l’esperienza degli avventisti – compresi i procedimenti giudiziari intentati nel XIX secolo contro quei credenti che osservavano il sabato durante la vigenza delle leggi domenicali – la NAD sostiene che mantenere confini chiari tra autorità civile e autorità religiosa rimanga essenziale per garantire la libertà religiosa di tutti i cittadini americani.
In conclusione, la chiesa nordamericana invita la Commissione statunitense a modificare il rapporto finale riaffermando l’importanza di entrambe le clausole del Primo Emendamento: la Free Exercise Clause[2] e la Establishment Clause. Insieme, le due disposizioni hanno creato una cornice costituzionale che protegge la libertà di fede garantendo al tempo stesso la neutralità dello Stato, un equilibrio che la comunità avventista considera essenziale per preservare la storica tradizione americana di libertà religiosa.
L’Ufficio per gli Affari Pubblici e la Libertà Religiosa della denominazione, si legge nell’articolo, rimane fermamente fedele a questi principi storici. In linea con il duraturo impegno della chiesa per la libertà di coscienza di tutte le persone, “la NAD continuerà a battersi per una solida tutela della libertà religiosa, a difendere i diritti delle organizzazioni religiose e a promuovere la separazione costituzionale tra Chiesa e Stato come salvaguardia indispensabile della libertà di fede”.
Note
[1] L’Establishment Clause è la clausola del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti che vieta al governo federale di istituire una religione di Stato o di favorire una confessione religiosa rispetto ad altre.
[2] La Free Exercise Clause è la parte del Primo Emendamento della Costituzione statunitense che vieta al Congresso di approvare leggi che proibiscano il libero esercizio della religione.
[Fonte: adventist.news. Tradotto dalla redazione]







