Tenere insieme visione e realtà
8 Luglio 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Notizie e articoli a cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Tenere insieme visione e realtà
8 Luglio 2026

Intervista al past. Ignazio Barbuscia, segretario dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno (UICCA). Dopo aver incontrato il presidente, il past. Andrei Creţu, continuano i nostri dialoghi con i responsabili della denominazione.

Vorremmo comprendere meglio competenze, sfide e prospettive del ruolo che eserciti all’interno dell’UICCA.
Il segretario esecutivo ha un duplice ruolo: amministrativo e missionario. Si occupa di documenti, verbali, schede di servizio dei dipendenti, dati, archivi e statistiche ma è anche impegnato a fornire una base solida per discernere i bisogni del territorio italiano, valutare il cammino fatto e fornire strumenti utili per le scelte del comitato esecutivo dell’Unione. Il segretario contribuisce a tradurre la visione generale in processi concreti, assicurando che ogni decisione trovi una realizzazione ordinata, coerente e condivisa. Il suo lavoro è quello di “tenere insieme” la struttura organizzativa, facilitando la comunicazione tra i diversi livelli e promuovendo l’unità.

A circa metà del quinquennio, quale bilancio puoi fare dell’attuazione delle strategie amministrative dell’Unione italiana?
Stiamo gradualmente attuando il piano missionario dell’UICCA. I dipartimenti e le istituzioni sono impegnati a tradurre con iniziative e attività pratiche ciò che significa accogliere con amore, crescere nella fede e condividere la speranza oggi. Ci si è concentrati maggiormente sull’accoglienza, che è stato considerato un po’ da tutti il primo passo da compiere come discepoli di Gesù, soprattutto di questi tempi.

In che modo l’amministrazione sta sostenendo le comunità locali, specialmente nei contesti urbani e tra i giovani?
Abbiamo da subito posto attenzione alle comunità locali, in particolare alle piccole chiese, che costituiscono circa un terzo della nostra Unione. Le abbiamo incoraggiate ad avere una maggiore consapevolezza della propria realtà locale e delle opportunità missionarie che offre. Sono stati avviati dei progetti missionari di church planting (fondazione di nuove chiese, ndr) nelle grandi città ed è in cantiere un progetto missionario rivolto ai giovani postmoderni.

Quali sono oggi i principali bisogni del personale (pastori, impiegati, volontari) e come l’amministrazione sta cercando di rispondervi?
I bisogni sono tanti, anche perché abbiamo una carenza di organico in alcuni uffici e in alcuni distretti pastorali. Essere alleggeriti dal sovraccarico di responsabilità e di attività rimane, a mio avviso, l’esigenza più grande. Spesso va di pari passo con il senso di solitudine percepito. I convegni pastorali ma anche i ritiri spirituali e gli incontri periodici con tutto il personale e i volontari mirano a rafforzare l’unità e la coesione. Offriamo momenti formativi e di supporto psicologico.

Come si sta lavorando per garantire una distribuzione equilibrata e una copertura efficace dei distretti pastorali?
Stiamo lavorando, in stretta sinergia con il nostro centro di formazione accademico-pastorale, l’Istituto Universitario Avventista di Firenze (IAU), per scoprire nuove vocazioni e rafforzare e potenziare quelle esistenti. Non sono mancati anche appelli diretti a pastore e pastori che prestano già il loro servizio in altri territori e unioni.

Guardando al resto del quinquennio, quali sono le priorità che ritieni decisive per il futuro della chiesa in Italia?
Ne scorgo fondamentalmente una: rafforzare la crescita spirituale e la partecipazione alla missione dei singoli membri di chiesa, dal più grande al più piccolo. Sarà decisivo farlo valorizzando la diversità culturale oltre che quella generazionale.

Che tipo di chiesa immagini al termine di questo quinquennio amministrativo?
Una chiesa più consapevole delle proprie capacità e del bisogno che ha il mondo di conoscere meglio Dio, la grazia che Gesù ha offerto e il sostegno che lo Spirito Santo è disposto a darci per compiere la sua missione. Una chiesa capace di parlare alle nuove generazioni e di condividere con creatività e coraggio la speranza del vangelo.

Ti chiedo di sintetizzare in una frase il contributo che il tuo ruolo può offrire alla chiesa oggi.
Tenere insieme visione e realtà, affinché la missione diventi concreta nella vita delle singole comunità.

Marko Hromiš, collaboratore del Messaggero Avventista

[Fonte: Il Messaggero Avventista, giugno-luglio 2026]
[Immagine interna: Yuri Arcurs, Dreamstime.com]

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