Zone Blu. Si torna a parlare di longevità e stile di vita avventista
18 Marzo 2026

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Zone Blu. Si torna a parlare di longevità e stile di vita avventista
18 Marzo 2026

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Ultracentenari e abitudini salutari. Il tema continua a catalizzare l’attenzione dei media.

“Blue Zones: i 9 segreti dei centenari nel mondo. Il caso italiano di Claudia Baccarini Baldi, 114 anni e 10 figli”. Il Corriere della Sera dell’11 marzo scorso titola così un articolo di Chiara Amati su un argomento che attrae l’interesse di pubblico e stampa: quello delle “Zone Blu”, le regioni del mondo in cui le persone vivono significativamente più a lungo rispetto alla media globale. Le aree riconosciute sono: Okinawa (Giappone), Sardegna nella zona dell’Ogliastra (Italia), Ikaria (Grecia), Nicoya (Costa Rica) e Loma Linda in California (USA). Loma Linda, in particolare, è nota per la presenza numerosa della comunità di fede degli avventisti del settimo giorno, che secondo le statistiche vivono dieci anni in più rispetto alla popolazione nordamericana.

L’articolo prende spunto dalla storia di Claudia Baccarini Baldi, classe 1910, scomparsa nel dicembre 2024 all’età di 114 anni. Era la terza persona più longeva d’Europa e tra le dieci più anziane al mondo. Originaria di Faenza (Ravenna), la sua biografia non è legata direttamente alle Zone Blu. Annamaria Acquaviva, dietista, nutrizionista e moglie del nipote di “nonna Claudia”, racconta che il suo stile di vita rispecchiava molte caratteristiche tipiche degli abitanti delle Zone Blu.

Fede, relazioni, moto e buona tavola
Claudia “era il cuore pulsante della famiglia, il collante che la teneva unita”, si legge nel pezzo. Pur essendo molto anziana, non era mai sola. La presenza di figli e nipoti creava attorno a lei un ambiente ricco di stimoli e affetto. La descrivono come “una donna d’altri tempi”, dotata però di una mentalità aperta e accogliente, benevola, mai giudicante. Era capace di alleggerire ogni situazione con serenità, e di evitare critiche e pettegolezzi, scegliendo di vedere il lato positivo e ironico.

“Nonna Claudia” seguiva un’alimentazione equilibrata, senza rinunciare ai piaceri della tavola. Le domeniche in famiglia erano conviviali e affollate. Suonava il pianoforte, amava Mozart e i valzer di Strauss che aveva ballato da giovane. Per anni si era dedicata alla pittura e al volontariato.

La sua fede, profonda e sobria, era parte integrante della sua vita quotidiana, dice la moglie del nipote. Ogni giorno andava a messa a piedi, e non rinunciava a salire le scale di casa.

Uno degli aspetti più apprezzati di lei era la capacità di sdrammatizzare e il suo particolare senso dell’umorismo, quella “leggerezza” di cui parla Calvino: “Leggerezza non è superficialità, ma vedere le cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

I nove segreti della longevità
Le Zone Blu sono state oggetto di numerose ricerche, che evidenziano alcuni fattori ricorrenti nell’esperienza dei centenari. La genetica influirebbe solo per circa il 25% sulla longevità, mentre il fattore più determinante è lo stile di vita. I longevi di Loma Linda hanno molti tratti in comune con i centenari delle altre Zone Blu, tranne uno: non vivono in aree rurali ma in una zona urbana molto affollata. Un dato che evidenzia il valore delle abitudini salutari, replicabili a ogni latitudine. In riferimento alla comunità avventista californiana, la denominazione evangelica, sin dalle sue origini, ha posto molta attenzione alla dimensione olistica, di unione tra mente e corpo, considerando quest’ultimo come “tempio dello Spirito Santo” (1 Corinzi 6:19).

Ed ecco, allora, i nove principi base cui si ispirano i credenti avventisti:

Dieta vegetale. Un’alimentazione prevalentemente vegetariana, ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, associata a una minore incidenza di malattie cardiovascolari e metaboliche.

Esercizio fisico regolare. Camminate, escursioni e attività all’aperto sono parte integrante della vita quotidiana.

Gestione dello stress. Preghiera, meditazione e riposo contribuiscono a ridurre lo stress e a favorire l’equilibrio psicofisico.

Riposo adeguato. Gli avventisti osservano il sabato biblico, un giorno di pausa e rinnovamento che aiuta a mantenere ritmi di vita più salutari.

Evitare cattive abitudini. Astensione da alcol e tabacco, con effetti positivi sulla salute a lungo termine.

Supporto sociale. La forte coesione comunitaria offre sostegno emotivo e pratico, migliorando qualità della vita e resilienza.

Fede e spiritualità. La fede religiosa fornisce un senso di scopo, speranza e motivazione, elementi collegati a un invecchiamento più sano.

Accesso a cure mediche. Particolare attenzione alla prevenzione e alla cura tempestiva delle malattie.

Vita comunitaria. Relazioni solide, frequentazione della comunità e senso di appartenenza favoriscono benessere e serenità.

La storia di Claudia Baccarini Baldi riportata dal Corriere, pur non riguardando nello specifico una delle Zone Blu riconosciute, fa riflettere: gli stessi principi (alimentazione semplice, relazioni affettuose, movimento quotidiano, curiosità intellettuale, fede e leggerezza) hanno il potenziale di favorire un’esistenza più lunga, piena e significativa ovunque si risieda.

Per approfondire il tema dell’approccio degli avventisti alla salute, leggi qui.

Della “Blu Zone” avventista di Loma Linda, in California, ha parlato anche Rai 3. Ascolta il podcast qui.
Qui l’articolo pubblicato per l’occasione.

Leggi qui per conoscere le attività della Fondazione Vita e Salute, l’organizzazione costituita dalla Chiesa Avventista Italiana, che si occupa della promozione della salute in ambito fisico, mentale, sociale e spirituale attraverso progetti sul territorio e iniziative editoriali.

A cura di Veronica Addazio.

[Immagini: Rawpixelimages, Katerina Devlin e Marilyn Barbone, Dreamstime.com].

 

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