Aiutare gli anziani in tempo di Covid-19

Aiutare gli anziani in tempo di Covid-19


In tempo di Covid-19 gli anziani sono certamente fra le persone più fragili e hanno bisogno di sostegno in vari aspetti della loro dimensione umana. Il pastore Franco Evangelisti di Guerrino, referente per la terza età del Dipartimento Ministeri della famiglia e della Terza età dell’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste, ci ha parlato di alcune attività messe in campo dal Dipartimento in questo periodo così complicato. Ci ha raccontato, commosso, la sua esperienza personale e successivamente pastorale con le persone appartenenti a questa fascia di età. Aiuto spirituale, ma anche sostegno concreto nella quotidianità, hanno caratterizzato il suo ministero da sempre, ma ancor di più in questi momenti così delicati che stiamo vivendo.

Intervista a cura di Mario Calvagno e Carmen Zammataro.

Abbracciala con un fiore! Torna, online, l’Azalea della Ricerca di Fondazione AIRC

Abbracciala con un fiore! Torna, online, l’Azalea della Ricerca di Fondazione AIRC


Domenica 10 maggio, in occasione della Festa della Mamma, torna l’appuntamento con L’Azalea della Ricerca di Fondazione AIRC. Le piantine di azalea, simbolo della ricerca sui tumori delle donne, quest’anno, in tempo di coronavirus, sono disponibili esclusivamente su Amazon.it per tutelare i volontari e i sostenitori di AIRC e garantire continuità alla ricerca oncologica. La campagna dell’Azalea della Ricerca intende sottolineare una volta di più la centralità della ricerca scientifica nella battaglia contro il cancro delle donne.

Ai nostri microfoni è intervenuta la dott.ssa Ann Zeuner, prima ricercatrice e team leader presso l’Istituto Superiore di Sanità nel Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare. Con lei abbiamo parlato di un’importante ricerca, da lei condotta, riguardante le cellule staminali del cancro del colon-retto. La dott.ssa Zeuner recentemente è passata da ricercatrice a paziente oncologica. Ha perciò condiviso la sua esperienza e, visto il periodo di emergenza coronavirus, ha sottolineato come uno stile di vita sano può essere determinante per contrastare l’infezione da Covid-19, in quanto aiuta ad avere un sistema immunitario robusto.

Intervista a cura di Mario Calvagno e Carmen Zammataro.

Immagine: www.airc.it

Il Covid-19 ci può dare saggezza?

Il Covid-19 ci può dare saggezza?


“Stamattina sono tornato sul tetto a guardare il mondo. Il sole sorgeva su un mare grigioverde arato dal vento. Erano anni che non vivevo una simile bellezza. La Terra respirava, gioiva del giusto tempo sabbatico. E lì mi sono chiesto: saprò tornare alla normalità? Oppure è la normalità il problema?”
Paolo Rumiz nel suo articolo dal titolo “E se non sapessi ritornare alla normalità?” per la rubrica “Robinson – Diario dalla quarantena” su “La Repubblica” del 27 aprile 2020.

Da queste parole abbiamo preso spunto questa settimana con il pastore avventista Daniele Benini.

L’emergenza coronavirus ci può trasformare in meglio? Può insegnarci alcune cose sulle quali finora non avevamo posto la nostra attenzione? Possiamo sfruttare questa occasione negativa per migliorarci e diventare più saggi?

Salomone scrive in Ecclesiaste 3:1-9 alcuni concetti che possono aiutarci a comprendere la vera essenza della vita.

Intervista di Mario Calvagno

Foto: ID 152154744 © Serturvetan | Dreamstime.com

Il Messaggero avventista – Maggio 2020

Il Messaggero avventista – Maggio 2020


Commentiamo con il pastore Saverio Scuccimarri, direttore del mensile “Il Messaggero Avventista”, i contenuti del numero di maggio 2020.
In un tempo particolare come questo, una buona parte della rivista è dedicata alle problematiche scaturite dalla pandemia del Covid-19.
In copertina spicca il titolo principale “Una chiesa chiusa in casa – Ma la Parola non si ferma” sostenuto da altri due “Ripensare il lavoro. Una riflessione al tempo del Covid-19 “e “La creazione in Genesi 1 e 2, due racconti contrapposti”. Il tutto è montato su una foto con il cartello “Andrà tutto bene” scritto in varie lingue.
Coronavirus, quindi, a partire dall’Editoriale dal titolo: “Tempo di distretta, tempo di agire”.

Questo è solo un assaggio dei contenuti della rivista. Maggiori informazioni nel servizio di Mario Calvagno e Carmen Zammataro.
Per informazioni e abbonamenti visitare il sito www.ilmessaggeroavventista.it

Immagine: ilmessaggeroavventista.it

L’incontro con Dio. Prima parte

L’incontro con Dio. Prima parte

Michele Abiusi – Dove trovare Dio quando siamo esausti dentro? Dove poterlo incontrare quando ne abbiamo bisogno? Per rispondere a queste domande, riflettiamo su un interessantissimo episodio della Sacra Scrittura.

Il profeta Elia
Durante il regno di Acab, Israele sprofonda nell’idolatria. Elia sostiene l’adorazione pura e affronta i profeti di Baal in una sfida. Sul Monte Carmelo si allestisce un altare su cui immolare la vittima sacrificale, invocando fuoco dal cielo. Ovviamente, solo il sacrificio di Elia viene bruciato dal fuoco divino e tutti i profeti di Baal vengono giustiziati su ordine del profeta.  Izebel, moglie di Acab, infuriata per il trattamento riservato ai profeti di Baal, manda un messaggio a Elia, in cui promette di ucciderlo, legandosi con una maledizione: “Gli dèi mi trattino con tutto il loro rigore, se domani a quest’ora non farò della vita tua quel che tu hai fatto della vita di ognuno di quelli” (1 Re 19:2).

Tale minaccia  terrorizza Elia che prontamente fugge lontano.

Che ironia! Poco prima aveva dimostrato l’inconsistenza dei falsi dèi che Izebel aveva chiamato in causa nella maledizione, aveva dimostrato grande coraggio e fede nell’intervento del vero Dio ed ora, invece, cedendo alla paura “se ne andò per salvarsi la vita” (19:3). Raggiunge una delle montagne della catena montuosa del Sinai e trova rifugio in una caverna.

Fin qui l’antefatto.

Ora il profeta riceve una rivelazione di Dio che incomincia con una domanda: “Che fai qui, Elia?” (v.9). Dio non l’aveva mandato in questo luogo! Elia vi era scappato per la paura. È chiaro che il profeta si sentiva scoraggiato perché si riteneva l’unico rimasto a servire Dio: “sono rimasto io solo” (v.10).

Una prima considerazione che viene da fare è l’aspetto contraddittorio di Elia: fede con ii profeti di Baal e paura di fronte alla regina. Questa contraddizione, tra un atteggiamento forte e determinato nel servizio di Dio e la viltà nell’affrontare certe sfide della vita, vive in tutti noi. La presa di coscienza di questo atteggiamento contraddittorio, che può manifestarsi in ogni momento della nostra vita, è il primo passo per non esserne sopraffatti.

Un’altra considerazione a cui ci induce questo episodio è il “vedere nero”, il pessimismo.

Al versetto 10, Elia dice a Dio: “hanno ucciso con la spada i tuoi profeti”.

Elia menziona solo i profeti del Signore e non dice nulla della fine dei quattrocentocinquanta profeti di Baal. La paura e lo scoraggiamento facevano vedere ad Elia solo il lato oscuro, si sentiva un fallito.

Dio non rimprovera Elia per aver ceduto al pessimismo, ma gli dà una lezione da cui avrebbe tratto ispirazione. Così lo invita a uscire dalla caverna, simbolo del suo egoismo, per presentarsi davanti a lui. Elia assiste a tre grandi manifestazioni della potenza di Dio: vento, terremoto e fuoco. Molti secoli prima anche Mosè fu testimone di questi portenti, quando ricevette i dieci comandamenti, su quello stesso monte. Tuttavia, il Signore non è in nessuna delle tre manifestazioni, in nessuno di quegli elementi. Non sceglie un modo eclatante di rivelarsi.

Elia è consapevole di questo, ma non ha dubbi quando avverte “un mormorio di vento leggero” (v. 12). “Quando Elia lo udì, si coprì la faccia con il mantello” (v.13). Percepisce che il Signore si manifesta in quel lieve sussurro.

Quante volte abbiamo desiderato che Dio intervenisse nella nostra vita in maniera portentosa, venendo in nostro soccorso? Una malattia, una disgrazia, un tracollo economico sono per noi motivo di richiesta di aiuto, e ci aspettiamo una liberazione immediata dal problema.

Dimentichiamo che Dio si rivela in “un breve sussurro” venendo incontro alle nostre richieste, a volte, senza che ce ne rendiamo conto.

Dio interviene nella nostra vita in maniera dolce. Certo, è giusto chiedere a Dio di aiutarci, ma l’esperienza di Elia dovrebbe insegnarci che Il Signore agisce nella nostra vita non con i nostri metodi, spesso troppo drastici, ma con la sua dolcezza.

Allo stesso tempo, impariamo che vivere sempre alla ricerca di una grande esperienza significa avere uno zelo mal diretto. La maggior parte della nostra vita di servizio è tranquilla, a volte di routine, in umile obbedienza alla volontà di Dio. L’esperienza di Elia è particolarmente significativa quando veniamo disciplinati da Dio.

Ebrei 12:6 recita: “il Signore corregge quelli che egli ama”. Dio porta alla luce i nostri problemi spirituali in maniera delicata. Elia, forse reso troppo orgoglioso dei successi ricevuti (vv. 4, 10, 14) aveva bisogno di ricevere correzione, il suo problema spirituale doveva essere portato alla luce. Quante volte anche noi, come Elia, ci prendiamo troppo sul serio, ci sentiamo offesi da comportamenti di altri verso di noi, perché come questo profeta biblico ci sentiamo pieni “di zelo per il Signore degli eserciti” (v. 10, Cei). Elia può essersi cullato nel bagliore dello spettacolare (il fuoco che scende dal cielo!), aveva bisogno che Dio lo riconducesse sul binario giusto, manifestandosi in un tenue mormorio di vento.

Forse Elia può aver pensato che il potere della regina Izebel, dopo il fallimento della prova al Carmelo, sarebbe giunto rapidamente alla fine. Non avvenne, si sentì scoraggiato. Attenti quindi a non andare avanti a Dio! Lasciamo che sia lui ad agire secondo i suoi tempi e modi.

Affiniamo le nostre facoltà spirituali e … ascoltiamo il lieve sussurro di Dio!

Definire i confini delle conversazioni sul coronavirus

Definire i confini delle conversazioni sul coronavirus

Come discutere e dissentire rispettosamente sull’argomento della giornata.

Notizie Avventiste – Nella pandemia da coronavirus, quasi ogni incontro virtuale a cui si partecipa inizia con un controllo su chi è sano. Su Facebook ci si connette per vedere come vanno le cose e nel frattempo siete preoccupati di come i familiari anziani e e i bambini piccoli mettono in pratica l’allontanamento sociale. E sì, nota AdventHealth News, in questi giorni, quasi ogni conversazione ruota attorno al coronavirus. Dopo tutto, è importante seguire gli aggiornamenti affidabili per sapere come proteggere se stessi e la famiglia. E condividere paure e ansie può far sentire meno soli.

È tuttavia essenziale effettuare delle pause nel pensare o nel parlare di Covid-19, per evitare stress e ansia in eccesso, informa il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Centers for Disease Control and Prevention). Ecco alcuni modi per creare uno spazio neutrale, trovare un momento di pausa e proteggere la salute mentale.

Comprensione dei confini
Definire i confini nelle relazioni rappresenta una sfida anche in situazioni non di crisi. E poi, nel mezzo di una pandemia, quasi tutti sono al limite. Adottare misure per far fronte allo stress, inclusa la modifica del modo in cui si riceve e si condividono informazioni sul coronavirus, è uno degli elementi chiave per superare questo momento.

Ora, come sempre, è importante comunicare con la famiglia e gli amici, in particolare con chi vive con noi, in un modo da fare sentire tutti gratificati e non giudicati.

Questa sana comunicazione può comportare la definizione di nuovi limiti su ciò di cui ti sta bene parlare continuamente, sugli argomenti di cui preferisci parlare solo occasionalmente o non vuoi discutere affatto. Tali linee guida possono variare nel tempo e in circostanze diverse. Ecco perché è importante rivederle, soprattutto in una situazione in rapida evoluzione come una pandemia.

Avere una conversazione familiare sui confini
Non è facile stare a casa con tutta la famiglia durante la quarantena, anche se in genere si hanno relazioni positive. Per stabilire adeguatamente i propri confini fisici e mentali, organizzate una riunione familiare per discutere di argomenti quali:
– controllare il consumo di informazioni o impostare un tempo, o un limite di tempo specifico, per guardare notizie sulla pandemia e discuterne solo in quel momento;
– creare zone fisiche in casa per le diverse attività ogni volta che è possibile, come lavoro, gioco, esercizio fisico e tempo da trascorrere da soli;
– designare luoghi e oggetti che appartengono esclusivamente a una persona e che non possono essere condivisi;
– pianificare un periodo di tempo dedicato ad attività antistress, come ascoltare musica, scrivere su un diario e giocare;
– separare il tempo di lavoro e scuola da quello con la famiglia.

Controllate più volte insieme per vedere come funzionano queste regole in famiglia. Ciò che ha funzionato bene la prima settimana in cui siete a casa insieme, potrebbe non andare bene in seguito. Potreste non essere abituati a parlare così tanto dei vostri sentimenti e limiti, ma così facendo, con onestà e trasparenza, potrete aumentare la capacità di resilienza della vostra famiglia. Siete una squadra in cui ognuno si preoccupa della salute mentale e fisica dell’altro.

Concentratevi sui vostri sentimenti
Potrebbe anche essere necessario lavorare un po’ da soli per decidere come e quanto parlare di coronavirus. Iniziate sintonizzandovi con le vostre emozioni e i sentimenti. Se una conversazione ti fa sentire più ansioso, pieno di risentimento, frustrato o indifeso, prendine nota. Definisci come vuoi sentirti, invece – forse informato, attento, sicuro e supportato – e pensa a quali conversazioni e comportamenti sani provocherebbero queste emozioni.

Ad esempio, potresti sentirti al sicuro quando il tuo coniuge indossa la mascherina al supermercato ma frustrato quando guarda le notizie di sera quando ti rilassi. Pensa a queste situazioni e magari scrivile come riferimento, in modo da poterle comunicare in modo efficace.

Comunicate chiaramente
Dopo aver valutato come ti senti e come vorresti sentirti, è tempo di condividere questi confini con chi ti è più vicino. Tali conversazioni non sono sempre facili, ma fanno parte di una relazione sana e possono aiutare te e la tua famiglia a rimanere forti e resilienti in questi momenti difficili.

Scegli un momento in cui né tu né l’altra persona vi sentite arrabbiati, impauriti o sopraffatti. Esamina ciò di cui hai bisogno e perché. Rimani gentile e compassionevole mentre lo fai, e mostra empatia, affetto e comprensione sullo stress che tu e gli altri affrontate.

Utilizzo delle frasi in prima persona
Potreste trovare utile esprimervi in prima persona, e dire “sento”, “mi piacerebbe”, quando conversate. Evitate di rivolgervi ai vostri interlocutori in modo da metterli sulla difensiva. Concentratevi, invece ,su come vi fanno sentire le loro parole e azioni, e spiegate in quale modo vorreste sentirvi.

Ad esempio, invece di dire: “Parli troppo delle ipotesi peggiori dell’epidemia e mi spaventi”; prova te a dire: “Tengo alla nostra relazione e voglio che entrambi ci sentiamo al sicuro. Mi sento vulnerabile e ti chiedo di evitare questo argomento”.

Quindi, proseguite. Se la persona solleva nuovamente l’argomento, rafforzate il confine ripetendo la vostra richiesta.

Reindirizzate rispettosamente le conversazioni sul Covid-19
A volte, le persone più vicine possono violare i vostri confini anche dopo che li avete riferiti. In altri casi, potreste ritrovarvi coinvolti in una conversazione scomoda con qualcuno che conoscete poco.

Allenatevi nel momento delle prove tecniche per imparare a mantenere discorsi calmi e produttivi.
– Siate onesti ma fermi. Non dovete discutere, ma affermare chiaramente i vostri bisogni: “Mi sento oppresso in questo momento. Possiamo cambiare argomento, per favore?”.
– Fate in modo che i confini siano una strada a doppio senso. Ascoltate ciò che dicono gli altri e chiedete anche ciò di cui hanno bisogno per sentirsi a proprio agio. Leggete il loro linguaggio del corpo per capire se avete superato la loro linea di confine, ad esempio mancanza di contatto visivo o di distanza.
– Pausa per 10 secondi. Interrompere temporaneamente la conversazione può essere utile se vi sentite a disagio. Ciò è particolarmente importante se vi sentite frustrati o irritati da ciò che la persona dice. Far passare del tempo prima di rispondere può impedire di reagire in modo eccessivo e con rabbia.
– Evitate lo stigma sul Covid-19. Fermate le voci che perpetuano lo stigma quando le sentite. Se qualcuno condivide qualcosa sul coronavirus che sapete è falso – per esempio, che aglio o bagni caldi uccidono il coronavirus – fermate la catena e indirizzate invece la persona a fonti d’informazione affidabili.

iBelieve – Il Dio che vede

iBelieve – Il Dio che vede


Isaac Omane Afram ci offre una breve riflessione dal titolo “Il Dio che vede”, prendendo spunto da questo testo biblico:

«Allora Agar diede al Signore, che le aveva parlato, il nome di Atta-El-Roi, perché disse: “Ho io, proprio qui, veduto andarsene colui che mi ha vista?”» (Genesi 16:13).

La serie iBelieve (“Io credo”) è a cura degli studenti della Facoltà avventista di teologia di Firenze.

Mens sana 14 – Coronavirus, superare ansie e paure legate al lavoro

Mens sana 14 – Coronavirus, superare ansie e paure legate al lavoro


Continuano le puntate dedicate ai problemi legati al benessere emotivo in questo periodo di emergenza Covid-19. Forse ti senti impaurito all’idea di ritornare a lavorare, perché sarai di nuovo a contatto con persone esterne al tuo nucleo familiare e aumenterà il rischio di contagio. Oppure hai perso il lavoro, e non sai proprio come superare questo momento difficile. O ancora, lavorare da casa e occuparti dei figli piccoli ti sta portando una grande stanchezza. O magari questo periodo di isolamento ti ha fatto capire che è il caso di cambiare lavoro, di prendere un’altra strada, ma non sei sicuro sia davvero una via percorribile… Come affrontare con serenità le nostre paure di questo momento legate alla sfera del lavoro?

Alessia Calvagno ne ha parlato con la dott.ssa Deborah Giombarresi, psicologa e psicoterapeuta.

Per tutti coloro che sentono il bisogno di avere aiuto psicologico in questo periodo di emergenza coronavirus, segnaliamo lo 0636095959, un servizio telefonico gratuito di supporto psicologico offerto dall’otto per mille della Chiesa avventista.

ID 179929529 © Andres Jacobi | Dreamstime.com

Il presidente della chiesa avventista mondiale incoraggia i fedeli in Burundi

Il presidente della chiesa avventista mondiale incoraggia i fedeli in Burundi

Wilson esorta ad avere forza durante la pandemia di Covid-19.

Notizie Avventiste – Dal mese di maggio 2019, gli avventisti del settimo giorno in Burundi hanno subito diverse persecuzioni da parte del governo del Paese. La crescente serie di minacce e attacchi ai membri della denominazione è culminata il 24 ottobre, con l’arresto di Lamec Barishinga, presidente dell’Unione avventista burundese.

In una lettera, Ted N. C. Wilson, presidente della denominazione mondiale, esprime vicinanza e offre incoraggiamento alla popolazione avventista della nazione africana. Il 20 maggio sono previste nuove elezioni in Burundi e si temono ancora disordini come era accaduto nel 2015.

“Cari fratelli e sorelle in Burundi” scrive il presidente “ringraziamo il Signore perché ci sostiene e ci dà forza nella vita quotidiana fatta di sfide e difficoltà. Grazie perché rimanete fedeli alla parola di Dio e alla sua chiesa. Ci sono persone che pregano per voi e la situazione in cui vi trovate. Rimanete vicino al Signore e alla sua preziosa Sacra Bibbia: la parola del Signore! Restate saldi nel vostro impegno per la verità completa e nel mantenere un forte legame con la Regione Africa centro-orientale e la chiesa mondiale, mentre condividete il messaggio dei tre angeli di Apocalisse 14:6-12 e quello del quarto angelo di Apocalisse 18:1- 4. Dio vi darà guida e forza nella vostra opera e testimonianza, e nel servizio per lui, man mano che ci avviciniamo alla fine dei tempi e al ritorno del Signore”.

Non stancatevi di pregare
“La pandemia Covid-19” prosegue Wilson “è un problema terribile per il mondo, ma Dio userà questa situazione per ‘svegliare’ le persone e avvicinarle a lui. Continuate a praticare le buone abitudini per la salute e gli appropriati protocolli della sanità pubblica, oltre ad aiutare gli altri a risolvere i loro problemi e a indicare la strada verso Cristo. Seguitate a pregare perché Dio intervenga in Burundi e si creino condizioni normali per la chiesa avventista del settimo giorno. Pregate per i dirigenti della chiesa locale, i pastori e i dirigenti dei campi locali e dell’Unione del Burundi. Unisciti a me nella preghiera per tutti i fedeli del Burundi e per il nostro caro presidente dell’Unione del Burundi, Lamec Barashinga, che al momento è ancora in prigione”.

Appoggiarsi al Signore
Il presidente invita a guardare a Dio per ricevere nuova forza e incoraggiamento nella pandemia Covid-19. “Molte chiese di tutto il mondo” afferma “non si incontrano il sabato a causa delle restrizioni per la salute pubblica. Tuttavia, siate saldi nella vostra relazione con il Signore e con la sua verità biblica. Continuate a testimoniare la vostra fede sempre osservando i protocolli sanitari adeguati. Abbiate coraggio. Dio ha il controllo. Ho pregato per voi. Il Signore vi userà in modo potente durante questo strano periodo di pandemia. Appoggiatevi al Signore… Che possiate essere ancore di stabilità e pilastri di speranza tramite la potenza dello Spirito Santo. Gesù ritornerà presto. Siano le parole di grande conforto: ‘Abbi pietà di me, o Dio, abbi pietà di me, perché l’anima mia cerca rifugio in te; e all’ombra delle tue ali io mi rifugio finché sia passato il pericolo’ (Salmo 57:1)”.

Il messaggio conclude: “Fate conoscere l’amore di Dio a tutti coloro che vi circondano e difendete la Parola in Burundi… Che il Signore sia con voi e vi conduca nei sentieri della giustizia per amore del suo nome, mentre condividete il messaggio del ritorno di Cristo con il popolo del Burundi”.

 

Video messaggio del presidente Eud

Video messaggio del presidente Eud

 

Maol – Il past. Mario Brito, presidente della Regione Intereuropea (Eud), ha rivolto un nuovo messaggio di incoraggiamento alla chiesa, nella crisi Covid-19 che ha colpito il mondo intero.

«Abbiamo bisogno di una forza in più» afferma nel video «di una potenza proveniente da un luogo che non ci appartiene. Come credenti sappiamo che coloro che hanno fiducia nel Signore possono superare le situazioni difficili».

 

Guarda il video messaggio del past. Mario Brito.

Prodotto a cura di Espoir Medias (www.magazineavventista.com)

 

Buongiorno con Edicola RVS del 30 aprile 2020

Buongiorno con Edicola RVS del 30 aprile 2020


In questo numero Roberto Vacca commenta con i suoi ospiti alcuni articoli apparsi sul Corriere della Sera di oggi. Sono intervenuti Vannino Chiti, già presidente della Regione Toscana e vice-presidente del Senato, e il dottor Bruno Rimoldi, medico di Medicina Generale a Campi Bisenzio (FI). Collaborazione redazionale di Claudio Coppini.
Tra i temi affrontati: i governatori di centro-destra attaccano l’esecutivo, allarme dei negozianti per il futuro del loro lavoro, tempi straordinari e polemiche ordinarie, un’applicazione sui nostri telefoni per controllare il contagio, possibilità e responsabilità dei medici di base, cautela e consigli per la fase 2.

Televisione – Protestantesimo

Televisione – Protestantesimo

Domenica mattina 3 maggio, dopo le ore 8, RaiDue trasmette una nuova puntata della rubrica Protestantesimo dal titolo “La Parola che salva”. L’emergenza coronavirus porta con se uno tsunami di domande: “Quanto siamo disposti a concedere della nostra libertà per la salute degli altri? In corsia, dove finisce il ruolo di un medico ed inizia il mondo degli affetti? Quale significato assume la preghiera in questo momento storico? E le chiese evangeliche, stanno a guardare?”.

Le repliche della puntata andranno in onda martedì notte 5 maggio, alle ore 2.15, e domenica notte 10 maggio alle ore 1, sempre su RaiDue.

Per rivedere tutte le puntate andate in onda dal 2013 a oggi: Video
Protestantesimo su Facebook

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