Il racconto della fedeltà
28 Settembre 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Notizie e articoli a cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Il racconto della fedeltà
28 Settembre 2026

Intervista a Roberto Buonaugurio, tesoriere dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno (UICCA) dal 2024.

In un periodo segnato da sfide finanziarie, cambiamenti sociali e nuove opportunità per l’evangelizzazione, gli abbiamo rivolto alcune domande per fare il punto 

A circa due anni dalla tua nomina, quali punti di forza e quali criticità o sfide ravvisi nella situazione finanziaria dell’UICCA?
La definirei come complessivamente positiva. Le decime e le offerte mantengono una crescita lieve ma costante, che non dipende da un aumento del numero dei membri. È un dato incoraggiante. Un indicatore di partecipazione spirituale che testimonia la fedeltà crescente e la fiducia che i fedeli ripongono nella missione della chiesa. Tuttavia, il contesto economico fragile e i cambiamenti sociali, sempre più repentini, richiedono prudenza e una gestione attenta.

La nostra fiducia però non si fonda sui numeri, né sulle capacità degli amministratori, bensì sul fatto che è l’opera di Dio: è lui che continua a sostenerla e a guidarla. Rimane fondamentale continuare ad amministrare con trasparenza, responsabilità e visione per promuovere una cultura della generosità sistematica: ogni contributo, piccolo o grande, diventa un gesto di adorazione e uno strumento concreto per sostenere l’opera missionaria. 

Quali sono oggi le priorità missionarie dell’Unione italiana?
Seguono gli indirizzi indicati dall’Assemblea Amministrativa Uicca del 2024 e dal Piano strategico di Missione che il comitato esecutivo ha predisposto per il quinquennio: “Accogliere con amore, crescere nella fede e condividere la speranza”. Vogliamo sostenere le piccole comunità, affinché possano svolgere la loro missione anche in contesti dove le risorse sono più limitate. Intendiamo favorire la nascita di nuovi gruppi e poi chiese, sia in aree dove non è ancora presente una testimonianza avventista, sia nei territori in cui le comunità stanno crescendo e si aprono nuove opportunità. 

Inoltre, stiamo investendo nei ministeri digitali, nei media e nella comunicazione. Oltre ai programmi radiofonici, con il lavoro dei ministeri digitali e i media, attraverso HopeMedia Italia, desideriamo portare il messaggio del vangelo oltre le mura delle nostre chiese, per raggiungere persone che forse non avranno mai un contatto con la chiesa con i canali tradizionali. Investire nella comunicazione multimediale significa investire nella missione. Nel 2025 vi abbiamo impegnato circa l’11% del totale delle decime.  

Quale ruolo occupa l’8xmille nel quadro delle attività della chiesa e quali ambiti finanzia?
Rappresenta uno strumento prezioso che consente alla chiesa di sviluppare attività rivolte all’intera collettività. Gli ultimi dati ci dicono che 20.606 contribuenti italiani hanno scelto la chiesa avventista. Siccome contiamo poco meno di 10.000 membri iscritti, questo racconta di un mandato che ci viene affidato soprattutto da non avventisti.

Per questo sosteniamo interventi sociali, educativi, culturali, sanitari, umanitari e di cooperazione, ispirati ai valori della solidarietà e della dignità della persona, rivolti a persone che non appartengono alla nostra comunità di fede. Progetti piccoli, a volte piccolissimi, che hanno un impatto discreto ma concreto. 

L’8xmille non finanzia la vita ordinaria della chiesa né il ministero pastorale, che continuano a essere sostenuti con le decime e le offerte volontarie dei membri. 

Cosa vorresti condividere della tua attività di tesoriere?
Ogni volta che entro nell’archivio della Tesoreria dell’Unione mi sorprendo e mi sento incoraggiato. Due stanze, scaffali interi, decine e decine di scatole conservano decine di cartelline, una per ogni chiesa e, in ciascuna di esse, le ricevute delle donazioni, decime e offerte. 

Non sono semplici documenti amministrativi, da conservare per un tot di anni e poi mandare al macero. Per me raccontano una storia diversa. Dietro ogni ricevuta c’è una persona, una famiglia, un atto di fede, di adorazione e di fiducia in Dio.

Quel luogo non custodisce soltanto carta e numeri ma migliaia di testimonianze silenziose di fedeltà. È il grande racconto della fedeltà di Dio e del suo popolo. 

Giuseppe Cupertino, direttore del Messaggero Avventista.

Condividi su:

Notizie correlate

Le isole che svaniscono e i banchi dove si fa finta di niente

Le isole che svaniscono e i banchi dove si fa finta di niente

Mentre sui tavoli delle Nazioni Unite si è cercato di scrivere una pagina di storia che ha il sapore dell'emergenza, nel nostro Paese si consuma un cortocircuito culturale che lascia disarmati. Alle Nazioni Unite è stata appena approvata una dichiarazione globale...

Sciacca. Rinnovo voti matrimoniali

Sciacca. Rinnovo voti matrimoniali

Un pomeriggio di festa, gratitudine e commozione ha riunito la chiesa avventista di Sciacca (AG) in occasione del 50° anniversario di matrimonio di Filena Bono e Calogero Mustacchia. Lo scorso 4 aprile, familiari, amici e membri di chiesa si sono ritrovati per...

In Siria, acqua ed energia per ripartire

In Siria, acqua ed energia per ripartire

L’impegno di ADRA a sostegno delle comunità locali. In una Siria ancora segnata dagli effetti di anni di conflitto, l’accesso all’acqua e all’energia continua a rappresentare una sfida quotidiana per migliaia di famiglie. Per rispondere a questi bisogni essenziali,...

Elementi per una teologia avventista

Elementi per una teologia avventista

Non enunciare solo ciò che la Bibbia dice ma svolgere un’opera di intermediazione.  Una teologia realmente cristiana e avventista pone Cristo come suo punto principale di riferimento, come suo fondamento e traguardo; Cristo così come oggettivamente è presentato nelle...

Pin It on Pinterest