Mentre sui tavoli delle Nazioni Unite si è cercato di scrivere una pagina di storia che ha il sapore dell’emergenza, nel nostro Paese si consuma un cortocircuito culturale che lascia disarmati.
Alle Nazioni Unite è stata appena approvata una dichiarazione globale epocale per affrontare l’innalzamento dei mari. La notizia più straziante riguarda Tuvalu, il piccolo Stato polinesiano destinato a essere sommerso. Per non morire come popolo, Tuvalu ha preso una decisione: sta trasferendo la propria identità, le mappe in 3D e le storie dei suoi anziani su un server, diventando la prima nazione totalmente digitale.
Un popolo intero affida la propria terra a una nuvola perché l’oceano si sta prendendo la sabbia sotto i suoi piedi. Quando svaniscono le coordinate materiali, cosa resta? Restano le persone, i legami, l’essenziale che nessuna marea può inghiottire.
Il lusso di chiudere gli occhi
C’è un abisso tra chi fa i conti con la realtà perché la subisce sulla propria pelle e chi, a distanza, sceglie il lusso di negarla.
È di questi giorni la bufera sul volume “Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni”, distribuito nelle scuole superiori di Belluno con il sostegno della Regione Veneto. Nel testo si sostiene che l’aumento delle temperature rientri in “cicli naturali”, azzerando la responsabilità umana. Una tesi smentita dall’Università di Padova, dal CNR e dalla comunità scientifica intera.
Da una parte Tuvalu combatte disperatamente per non annegare; dall’altra si regalano ai giovani alibi comodi, trasformando la scienza in un’opinione.
Abitare la terra con responsabilità
Queste due notizie credo ci interrogano nel profondo come persone e come credenti.
La terra che calpestiamo non è uno scenario indifferente, ma un giardino affidato alle nostre mani. Voltare le spalle alla realtà per quieto vivere o per interesse significa accelerare lo sradicamento che colpisce prima i popoli che abitano sul bordo dell’Oceano.
La fede ci chiama alla verità e alla cura. Custodire la creazione e il prossimo è l’unico modo per testimoniare che apparteniamo a un Regno che non potrà mai essere sommerso.
Davide Mozzato, collaboratore del Messaggero Avventista e speaker di Radio RVS. Ascolta i suoi podcast qui.
[Immagine: Ethan Daniels, Dreamstime.com]







