I leader della Chiesa avventista raccontano della guida provvidenziale che ha consentito alla missione di andare avanti malgrado l'incertezza causata dal coronavirus.

Notizie Avventiste – Quando il nuovo coronavirus Sars-CoV-2 è stato identificato a Wuhan, nella provincia di Hubei, in Cina due anni fa, nessuno immaginava la devastazione che ne sarebbe seguita: oltre cinque milioni di morti in tutto il mondo, collasso economico con milioni di persone senza lavoro e sostegno finanziario, istruzione in declino, problemi mentali in crescita e altro ancora.

Con il virus che si diffondeva su tutto il pianeta e l’aumento dei casi di Covid-19, i dirigenti della Chiesa avventista mondiale si sono mossi in fretta per affrontare le problematiche legate al proseguimento della missione davanti ai lockdown nazionali e per adattare le attività interne al fine di garantire che il lavoro potesse continuare senza problemi e in sicurezza per i dipendenti.

“Bisognava gestire molti elementi” ha spiegato Ted N.C. Wilson, presidente della Chiesa avventista mondiale, all’agenzia stampa Ann (Adventist News Network). In particolare è stato necessario ridurre ed eliminare i viaggi, definire i protocolli sanitari per i dipendenti, rivalutare le finanze e il budget, rinviare l’Assemblea mondiale, tenere via web i principali incontri e altro ancora.

“Il momento ha richiesto un rapido apprendimento, un’analisi profonda e un atteggiamento positivo, ottimista, pieno di speranza e resilienza” ha aggiunto Juan Prestol-Puesán, tesoriere della denominazione globale nel 2020 “La decisione non scritta è stata ‘rimarremo finanziariamente sostenibili, sopravviveremo alla crisi senza influire sulla missione principale e adatteremo il nostro agire per raggiungere tali obiettivi’".

Prestol-Puesán ha continuato: "Questi tre elementi di sopravvivenza sono stati scomposti in più strategie. Abbiamo pregato e cercato la guida di Dio, ma è stato solo verso la fine dell'anno che abbiamo capito di aver agito con saggezza".

La mano di Dio 
Nonostante le preoccupazioni per la salute pubblica e la chiusura temporanea della sede della Chiesa mondiale ad eccezione dei servizi assolutamente essenziali, i dirigenti hanno potuto vedere la cura di Dio in vari modi.

Il direttore dei Ministeri Avventisti per la promozione della Salute della Chiesa mondiale, Peter Landless, ha affermato che all’inizio della pandemia, grazie alla comunicazione con le altre organizzazioni sanitarie globali, la denominazione è riuscita a riportare negli Stati Uniti tutti i dipendenti che si trovavano temporaneamente in altri Paesi, prima che i confini nazionali e i principali aeroporti venissero chiusi, evitando una quarantena all'estero per un periodo di tempo indefinito.

Per Lori Yingling, responsabile delle risorse umane presso la sede centrale della denominazione, un'altra benedizione è stata quella di avere a disposizione più apparecchi informatici grazie alla pianificazione in vista dell’Assemblea mondiale. "Siamo stati in grado di chiudere gli uffici con solo un giorno di preavviso ai nostri dipendenti" ha spiegato "e abbiamo fornito a ciascuno di loro un computer fisso o un portatile per poter lavorare da casa. La loro salute è stata la nostra priorità assoluta. Quindi abbiamo insegnato come accedere ai nostri server e registrare l'orario di lavoro tramite il nostro sistema di cronometraggio online; poi abbiamo istruito i responsabili su come supervisionare il lavoro da remoto".

I dipendenti della sede centrale utilizzavano già la piattaforma Zoom per riunioni occasionali; quindi, non avevano bisogno di cercare una soluzione per la comunicazione virtuale: era già in atto.

"Dio è sicuramente intervenuto nel guidare e aiutare la sua chiesa ad adattarsi quasi immediatamente all'uso di Zoom e di altre connessioni telematiche al fine di mantenere unita la comunità ecclesiale mondiale" ha sottolineato Wilson.

È stato provvidenziale, ha osservato Prestol-Puesán, che “la Chiesa avventista mondiale abbia mantenuto un livello adeguato di capitale circolante… ciò le ha permesso di resistere al colpo finanziario. Gli stanziamenti alle Regioni della denominazione, alle annesse Unioni e alle istituzioni non hanno subito ritardi o riduzioni; gli interventi non sono stati interrotti; il personale ha ricevuto in tempo stipendio e indennità, [anche] mentre i fondi diminuivano. Il merito è tutto del Signore”.

Testimoniare in modo creativo 
Nei mesi successivi all’inizio dell'epidemia di Covid-19, la testimonianza del vangelo è continuata in modo creativo per avvicinare le persone a Gesù su scala globale. “Penso che la missione della Chiesa sia esplosa durante il Covid-19!” ha affermato Yingling “Abbiamo utilizzato tutti i media, come televisione, radio, YouTube, Facebook, Instagram, ecc., e lo abbiamo fatto in modo molto più approfondito, e più persone si sono avvicinate alla fede e a Cristo. Tramite giochi, podcast, libri e altro ancora è stato possibile portare avanti la missione".

Il tempo trascorso a casa ha anche consentito al personale di tenere più incontri spirituali virtuali in tutto il mondo ogni settimana. “Continuiamo a svolgere settimane di preghiera via web, campagne di evangelizzazione online, incontri in piccoli gruppi e altro ancora” ha aggiunto Yingling “La pandemia ci ha costretto a un nuovo modo di lavorare che altrimenti avremmo impiegato anni prima di adottarlo”.

Priorità alla missione 
Ora che la sede centrale della Chiesa è stata riaperta e si è ripreso a viaggiare anche se per scopi essenziali, l'obiettivo primario, formulato nel quadro della sicurezza e della pratica responsabile, è la missione che va avanti.

Secondo il presidente Wilson, tutto quello che sta accadendo indica “la vicinanza del ritorno di Cristo”. 
“Dio usa i suoi figli e le sue figlie che credono nella Bibbia e seguono lo Spirito di profezia” ha affermato “e che pregano per adempiere l'ultimo grande e forte grido, proclamato a questa terra morente. Il mondo è pronto e attende il messaggio di speranza e salvezza in Cristo. Molti membri di chiesa riconoscono che la fine è imminente e che dovremmo essere diligenti nella nostra opera di testimonianza missionaria”.

In questa terribile crisi sanitaria che ha causato la morte di così tante persone e continua con l’arrivo di diverse varianti, possiamo essere incoraggiati: Gesù sta per ritornare! “Cristo ci chiama a non avere paura e a riporre in lui la nostra sicurezza, poiché nulla può separarci dal suo amore (cfr. Romani 8:31-39). ‘Il Signore cammina egli stesso davanti a te; egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non perderti di animo’ (Deuteronomio 31:8; cfr. Giovanni 16:33). Riponiamo la nostra speranza in Gesù e incoraggiamoci in lui, perché lui ha vinto il mondo!”.[1]

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[1] https://adventist.news/news/reaffirming-the-seventh-day-adventist-churchs-response-to-covid-19-1?searchsite=adventist.news&ref=on-site-search&searchterm=covid 
In italiano: Riaffermazione della risposta della Chiesa avventista al Covid-19 – HopeMedia Italia

 

[Fonte: Adventist News Network]

 

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