Quest’anno il Palio di Siena non si fa. A causa del Coronavirus. Dove non sono ancora riusciti gli animalisti, ce l’ha fatta un “animaletto”. Per la contingenza “l’abbandono” di Piazza del Campo da diversi mesi, ha fatto sì che crescesse spontaneamente la verbena.

I cavalli normalmente impegnati nelle due carriere di luglio e di agosto sono sottoposti a maltrattamenti e forte stress; qualche volta anche a doping. Molti di loro, negli anni, sono morti a causa di cadute e sofferenze. E’ importante trovare una soluzione definitiva perché questo non accada più.

Per contro i senesi dicono: “il Palio per noi è la vita!”. In tanti, infatti, sono coinvolti nell’indotto economico, e tutti nella “tradizione”.
Bisogna però accettare che, nella vita di ciascuno di noi, nella storia e nella società esistono delle stagioni. Le cose si evolvono, si trasformano, cambiano in tutte quelle situazioni anche più importanti di una corsa di cavalli.
Il saggio Salomone scrive: “Nella vita dell’uomo, per ogni cosa c’è il suo momento, per tutto c’è un’occasione opportuna […] ”. E ancora: Dio “… ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine […] ” (Ecclesiaste 3:1-10).

Intervista di Mario Calvagno al pastore avventista Daniele Benini.

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