«Non aver l'occasione di vivere fino in fondo la mia vita». «Non provare più piacere ad uscire con gli amici». «Non poter più andare in giro per il mondo». «Essere additato come un untore». «Andare in paranoia al primo starnuto». «Temere la morte, prima non ci avevo mai pensato». Aprono la bocca gli adolescenti. E sono parole pesanti. Di testa e di pancia. Quelli della Dad, del tempo sospeso, dell'età dove tutto sembra possibile e invece tutto è diventato vietato. Escono dal silenzio in cui sono stati relegati in questi mesi. Si confessano. Parlano di loro, parlando a loro. Raccontando le proprie paure – il 60% ammette di averne delle nuove da quando è iniziata la pandemia – con lo sguardo inevitabilmente slanciato verso il domani, ma ancora ancorati e zavorrati ad una realtà fatta di incertezze, vuoti e angosce. 

Ne abbiamo parlato conl il pastore Luca Faedda intervistato da Roberto Vacca e Claudio Coppini. 

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