“Mama”, una casetta di legno arancione, quella adagiata sul prato dentro la prigione femminile di Rebibbia. Rappresenta l'alternativa allo squallore del parlatorio. E l'intimità è garantita dalla piccola architettura tra il melograno, le magnolie e gli arbusti di ribes. Fuori ci sarà il piantone che somiglia però a una guardia del corpo o a un portiere.

Il carcere dovrebbe essere occasione di recupero per chi ha sbagliato. Quanto è importante questa iniziativa della “Casina degli affetti”?

Nel Vangelo, in Matteo 25:34-40, Gesù invita ad avere attenzioni verso i più deboli e a visitare i carcerati.

Mario Calvagno intervista Daniele Benini, pastore avventista.

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