Lina Ferrara – Vorrei che la Giornata enditnow® 2021 sia l’ultima, che il forte grido innalzato in tutto il mondo il 25 novembre sia finalmente ascoltato. Vorrei che “stop” sia il punto finale alla sofferenza di tante donne, ragazze e bambine. Già, vorrei… Ma porre fine alla violenza continua a rimanere una preoccupazione globale.

Ogni anno, nel sabato più vicino alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), i Ministeri Femminili della Chiesa avventista in Italia organizzano la Giornata enditnow® per sensibilizzare le comunità di fede e aumentare la consapevolezza sulla violenza e gli abusi. “Portare pace in famiglia” è il tema 2021 e accende i riflettori in modo particolare sulla violenza giovanile e la pornografia.

“Non sono problemi di cui si discute normalmente nelle chiese” afferma la responsabile mondiale dei Ministeri Femminili nell’introduzione al materiale preparato per l’occasione.
“Sappiamo” aggiunge “che alcuni si sentiranno a disagio. Eppure, è fondamentale che riconosciamo il problema. Sui giornali leggiamo sempre più spesso di violenze perpetrate da e contro i giovani. Non possiamo più fingere che questo problema esista solo fuori dalle porte della nostra chiesa. I giovani non sono al sicuro!”.

E ha ragione, perché violenza e maltrattamenti sui minori sono in forte aumento anche in Italia. Lo denuncia Terre des Hommes nel suo dossier “Indifesa” presentato il 6 ottobre 2021. E le più colpite sono proprio le bambine.

Risorse  
Il sermone riprende il tema della giornata speciale. È stato scritto da Sarah McDugal, autrice, insegnante, formatrice per il recupero dagli abusi, fondatrice dell’associazione Wilderness toWild, Llc. Il suo testo è ricco di informazioni e di consigli che condivide a partire dalla Bibbia.

Il seminario, invece, parla di “Pericolosi cugini” e mostra come violenza e pornografia siano parenti stretti. L’una alimenta l’altra e viceversa. Nella sua dichiarazione ufficiale (votata nel 1990), la Chiesa avventista definisce la pornografia “distruttiva, umiliante, desensibilizzante e sfruttatrice”.

Con la moderna tecnologia è facile accedere a materiale porno tramite computer e cellulare. Terre des Hommes afferma che “complice il lockdown, in un anno in cui i reati telematici sono cresciuti del 13,9%, non stupisce che anche un reato come la detenzione di materiale pornografico realizzato utilizzando minorenni sia in forte aumento, con un balzo del 14% delle vittime minorenni, e addirittura del 525% su 10 anni (2010-2020)”.

Cosa possiamo fare per eliminare tutto questo? I consigli di Sarah McDugal sono d’aiuto. “Cominciamo con l’essere disposti a fare tutto il necessario per rompere il silenzio” afferma.

Aggiornato il prontuario 
Nel 2015, il Dipartimento nazionale dei Ministeri Femminili ha prodotto il prontuario “Rompere il ciclo del silenzio”, un piccolo manuale pratico d’aiuto, consiglio e sensibilizzazione, facilmente consultabile. Prende in considerazione il linguaggio, la percezione e i modi della violenza, gli atti persecutori: mobbing, stalking, manipolazione affettiva, femminicidio. Le conseguenze sulla donna: di carattere fisico, relazionale e materiale, psicologico. Le conseguenze sui figli. Riporta in numeri utili a cui rivolgersi.

In questi giorni il prontuario è stato aggiornato. Chi desidera può richiederlo a ministerfemminili@avventisti.it

“Possa Dio benedire voi e me mentre preghiamo, parliamo e lavoriamo insieme contro la violenza” conclude McDugal “Insieme, possiamo rompere il silenzio. Insieme, possiamo mettere fine a tutto questo ora: enditnow®”.

Tutto il materiale per la giornata è disponibile sul sito ministerifemminili.uicca.it

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