Campo estivo dei giovani avventisti italiani in Sicilia. Vallegrande 8-15 agosto 2021.

Ismaele Di Maggio – Nella florida cornice del centro avventista “Le Sorgenti”, in contrada Vallegrande, a Piazza Armerina (EN), nel cuore pulsante della bella Sicilia, si è svolto il campeggio dei giovani avventisti (GA). Quaranta ragazzi, tra staff e campisti, provenienti da tutto lo Stivale, hanno elargito nuova acqua alle distese infuocate dell’entroterra ennese, sovvertendo l’asettico vocabolario Covid in qualcosa di diverso.

Così, “il colore rosso” che di recente ha circoscritto i confini della località in cui ci troviamo (per l’alto numero di positivi al virus), ha cambiato magicamente accezione, diventando la vivace nuance delle nostre magliette beneauguranti, create ad hoc per questo immancabile evento agostino. Sul retro, fa bella mostra di sé lo slogan “Che senso ha Dio?”, avvolto da una spirale che ricorda un Signore “abbraccioso” che ci ingloba nel suo sisma d’amore, il cui epicentro non è lo smottamento dei nostri ideali, ma un fiore stilizzato. I cinque petali multicolori simboleggiano altrettanti sensi. In che modo il Padre percepisce la nostra realtà materiale? E noi? Che questo avvincente itinerario tra corpo umano e anatomia celeste abbia inizio.

I connotati di Dio 
Il caro pastore avventista del distretto di Palermo, Daniele Passaretta, è l’ospite spirituale della settimana. Parlando degli organi sensoriali, ci presenta alcune curiosità tratte dalla ricerca scientifica o dal comune sapere. Dunque, i muscoli più attivi sono quelli oculari, l’udito non è mai inattivo. Il contatto fisico aiuta a rafforzare il sistema immunitario. Esiste anche un quinto gusto, “il saporito”, il naso non smette mai di crescere. E Dio? Per una sorta di legge della reciprocità (siamo stati fatti a sua immagine e somiglianza) anche lui ha bocca, naso, mani. Le Sacre Scritture non ci prospettano una divinità avulsa dai bisogni dei suoi figli, né tantomeno un’entità impersonale e informe. Il Signore “vede” la nostra afflizione e scorge più lontano di noi, come recita la colonna sonora del film d’animazione “Giuseppe il re dei sogni”.

La sua mano non è troppo corta per salvare, anzi è in grado di afferrarci con modalità differenti e sfumate, ovvero “po’ esse fero o po’ esse piuma”, mutuando una nota espressione dalla celebre filmografia del regista romano Carlo Verdone. Il suo orecchio non è troppo duro per udire. Il profumo soave dei sacrifici raggiunge le narici dell’Altissimo. Nei Vangeli, Gesù non esita a stimolare le proprie papille gustative. Mangia con commensali di classe sociale diversa e nel regno dei cieli, come un abile chef e sommelier, preparerà manicaretti succulenti e bevande raffinate.

Ore 8.30, la perla di gran valore
Non meno interessanti sono state le riflessioni del mattino: cerchio di sedie sotto l’ampio gazebo, languorino pre-colazione, e soprattutto fame di condivisione della Parola di Dio. Ringraziamo gli oratori che si sono alternati. Attraverso la loro “mercanzia spirituale”, hanno inanellato una perla dietro l’altra, così da creare una gioielleria dell’anima, presso la quale potremo attingere all’occorrenza, nelle inevitabili fasi down future.

Ci siamo chiesti che senso avrebbe il nostro avvenire se lo conoscessimo apriori. Abbiamo coniato un inedito linguaggio balneare, facendo del Signore “la nostra crema solare” più efficace, quando necessitiamo di una particolare protezione. Abbiamo riflettuto sul tema dell’attesa, del “discutere animatamente con Dio”, e poi dell’amicizia, prendendo spunto da Gesù, che nei discepoli vide in primis degli amici, poi dei seguaci. Abbiamo ascoltato il racconto del “Signor Diverso” che ci invita a riconoscere i nostri difetti e a mettere al servizio del prossimo i punti di forza. Il mattino del martedì ci siamo divisi in quattro Family Group, seguendo il criterio della stagione di nascita. Abbiamo sviscerato la vicenda del popolo d’Israele e della manna (Esodo 16), infine abbiamo pregato nella lingua dei segni (per molti è stata la prima volta! Grazie Michela, Francesca e Anny!).

I giovani avventisti incontrano la decana d’Italia, 112 anni e 4 mesi! 
Nell’afoso pomeriggio di sabato 14 agosto, il colpo d’occhio è suggestivo. Indossiamo le nostre magliette e “scendiamo” a Piazza Armerina. Imbocchiamo la centrale via Mazzini e, salendo un po’, giungiamo nel quartiere Monte. In via Antonio Crescimanno ci aspetta la gentile signora Nunzia, figlia più piccola di nonna Maria Oliva, che con i suoi 112 anni e 120 giorni detiene il record di “donna vivente più anziana nata in Italia e più anziana di Sicilia”. Tra i figli rimasti in vita, la maggiore ha ben 91 anni! Ci stringiamo lungo la strada e ci sistemiamo sotto il balconcino dell’abitazione in cui nonna Maria è accudita amorevolmente.

Nunzia e due nipoti sono accanto a noi, Maria ci ascolta dal suo comodo letto al primo piano. Accompagnati dal plettro sapiente del nostro chitarrista di fiducia (Grazie Stefano!), dedichiamo a nonna Maria dapprima alcuni brani del repertorio leggero italiano e siculo (“Nel blu dipinto di blu”, “Azzurro”, “Vitti ‘na crozza”), poi intoniamo “Soltanto tu”, “Ritrovarti in cielo”, “Padre”, “Fino alla fine”, “È bello stare qui”, tratte dall’innario GA. La commozione è palpabile! Pochi di noi, con le dovute precauzioni sanitarie, raggiungono in casa questa incredibile forza della natura, classe 1909. La omaggiamo con un mazzo di fiori, un cartellone illustrato da tutti i ragazzi e una dolce poesia, composta dalla nostra Laura. Grazie signora Nunzia per il gradito rinfresco finale!

Sì, viaggiare! (Con un ritmo fluente di vita nel cuore…) 
Ringraziamo idealmente le meraviglie artistiche, naturali e ludiche che abbiamo visitato in questo campeggio indimenticabile. A cominciare dall’attività di parafly e di beach volley, tra le spiagge di Scoglitti e Passo Marinaro; l’incantevole Ragusa Ibla, l’Aretusa Park di Melilli, la bellissima Ortigia, l’avventurosa riserva naturale di Pantalica. Piazza Armerina con il suo favoloso street-food (cannoli, granita, arancini, pane e panelle…).

Degno di nota è stato il planning rocambolesco di questi giorni, iniziando dalla cena con “giallo” del martedì, passando per i match di pallavolo, il calcio saponato con variante svedese e il “gavettone day”, tutti organizzati in loco. Abbiamo ringraziato i servizi per animazione “Surprise Animazione ed Eventi” di Catania, per aver trasformato il campeggio in un grande e felliniano luna park, con tanto di “toro meccanico” e “tiro al bersaglio”, nella serata del giovedì. Abbiamo ringraziato i membri della chiesa avventista di Piazza Armerina per l’accoglienza nella mattina di sabato 14 agosto.

I campisti hanno ringraziato in modo speciale tutto lo staff: past. Alan Codovilli, direttore del campeggio; past. Daniele Passaretta, ospite spirituale; Gabriella Barbuscia, Patrizia e Romina Perrone, responsabili delle attività ricreative e ludiche; Ismaele Di Maggio e past. Gionatan Breci, animatori; Alice Piva per il progetto grafico delle t-shirt; Mario, Francesca e Luca Arena, Junior e Vincent per la loro formidabile cucina, con deliziose pietanze; Enzo Paolo Caputo, pastore locale, per la preziosa collaborazione e mediazione.

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