Ecco cosa dice un medico dell’Ospedale universitario Loma Linda, in California, istituzione della Chiesa avventista.

Notizie Avventiste – Con i contagi del virus Sars-CoV-2 ancora a quattro cifre in Italia e le notizie di nuovi focolai in varie regioni, l’arrivo della stagione influenzale preoccupa più del solito.

Ara Chrissian, pneumologo interventista e medico di terapia intensiva presso la Loma Linda University Health, istituzione della Chiesa avventista, si prende cura regolarmente dei pazienti ammalati di Covid-19. Per lui, l’arrivo dell’influenza associata al coronavirus può essere estremamente pericoloso, ma l’uso di precauzioni adeguate e la conoscenza dei sintomi possono aiutare a limitare la diffusione. “Se non si adottano misure preventive, come il vaccino antinfluenzale consigliato, la stagione dell’influenza e la pandemia da coronavirus potrebbero travolgere sinergicamente il sistema sanitario” afferma Chrissian, riferendosi alla situazione ospedaliera e all’elevata diffusione dei contagi negli Stati Uniti.

I due virus si diffondono in modo simile: principalmente attraverso le goccioline respiratorie che si creano durante la conversazione, con i colpi di tosse e gli starnuti. Inoltre, hanno molti sintomi in comune.

“Entrambi” spiega il pneumologo “possono causare febbre, tosse, mancanza di respiro, mal di testa, naso chiuso, dolori muscolari, mal di gola, spossatezza o affaticamento. Questi sintomi da soli non permettono di distinguere tra le due patologie. Tuttavia, comprendere alcune differenze può aiutarci a riconoscere l’una dall’altra, ottimizzare la terapia e aiutare a limitare la diffusione”.

Influenza, non Covid-19
Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, gli adulti che hanno l’influenza sono più contagiosi nei primi quattro giorni di malattia, ma possono esserlo fino a sette giorni. “Con l’influenza, è possibile diffondere il virus per circa sette giorni, contando anche un giorno prima che i sintomi si manifestino nella persona malata” precisa Chrissian.

La maggior parte delle persone che contraggono l’influenza guarisce in pochi giorni e, se non sviluppa complicazioni, può evitare il ricovero e rimettersi completamente. Fortunatamente, per i pazienti che necessitano di cure mediche, gli operatori sanitari conoscono bene l’influenza e sono ben attrezzati per curarla.

Per quanto riguarda i farmaci, Chrissian afferma: “Coloro che sono ricoverati in ospedale per l’influenza o che sono ad alto rischio di complicanze vengono trattati subito con farmaci antivirali e tenuti in osservazione per eventuali nuovi sintomi o peggioramento da operatori sanitari che sanno come combattere questa ‘bestia’ a loro familiare”.

Forse la differenza più notevole tra i due virus che attaccano le vie respiratorie è la disponibilità di trattamenti preventivi. “Ci sono diversi vaccini antinfluenzali approvati e creati ogni anno in previsione dei virus che probabilmente circoleranno in quella stagione” aggiunge il pneumologo “Vaccinarsi è il modo migliore e più semplice per proteggersi dall’influenza e contribuire a ridurre la diffusione del virus. Non esiste ancora un vaccino per prevenire il Covid-19″.

Covid-19, non influenza
Un sintomo caratteristico della malattia Covid-19 è un cambiamento o una perdita del gusto o dell’olfatto. Pur se questo non si verifica in tutti coloro che si ammalano ed è anche un sintomo osservato nelle comuni infezioni virali da raffreddore, non è stato associato all’influenza. Inoltre, sapere quando si è stati vicini a qualcuno ammalato, permette di avere un’idea del tempo in cui si può essere contagiosi anche se i sintomi sono lievi o assenti.

“Una persona con Covid-19 può potenzialmente diffondere il virus fino a due volte più a lungo di qualcuno con l’influenza” chiarisce Chrissian. “Tuttavia, ci sono probabilmente molti fattori che contribuiscono alla contagiosità individuale, e che stiamo ancora imparando”. Più elevati grado e durata del contagio sembrano essere particolarmente evidenti negli anziani e nelle persone con determinate condizioni di salute.

I Centers for Disease Control and Prevention affermano inoltre che il Covid-19 è stato collegato a più eventi di diffusione rispetto all’influenza, quindi il coronavirus si propaga con maggiore rapidità e facilità del virus influenzale.

Sono comuni al Covid-19 anche complicazioni aggiuntive non compatibili con l’influenza, tra cui la sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini e lo sviluppo di coaguli nelle vene e nelle arterie, che possono provocare un ictus o a un infarto.

Nella cura del Covid-19, gli operatori rimangono sempre aggiornati man mano che emergono nuove possibilità di terapia e una migliore comprensione del virus. “Stiamo ancora imparando a conoscere fino in fondo il modo in cui il coronavirus influisce sull’organismo. Sono in corso molti studi, a livello nazionale e mondiale, per trovare le migliori terapie” conclude Chrissian.

[Foto e fonte: Loma Linda University Health]

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