Stati Uniti. Imparare a coinvolgere i GA nella chiesa
19 Marzo 2019

 

Maol – Si chiama «Mobilize» (mobilitarsi) ed è un programma di formazione che aiuta le chiese ad attrarre, coinvolgere e impegnare i giovani dai 21 ai 35 anni (GA) per il regno di Dio. Di recente si è svolto a Calhoun, negli Stati Uniti, per 40 partecipanti.

Don Keele Jr., direttore dei GA presso la Georgia-Cumberland Conference (Gcc) e dell’Adventist Christian Fellowship (Acf), ha dichiarato: «Quando esaminiamo i dati su questa fascia di gioventù, scopriamo che il maggior esodo dalla chiesa corrisponde al dopo laurea. In qualche modo non siamo bravi ad aiutare i nostri giovani a passare dalla vita di studenti a quella di membri adulti nella chiesa».

Non contento di questo risultato, Keele e il suo team hanno deciso di agire. «Così abbiamo sviluppato Mobilize per insegnare, a chiunque abbia a cuore la chiesa, come raggiungere e coinvolgere i giovani» ha spiegato.

Non così difficile come sembra
Secondo il past. Nate Elias, della Peachtree City Church di Atlanta, in Georgia, coinvolgere i GA non è così difficile come sembra. «Sono aperti all’apprendimento delle questioni spirituali», ha dichiarato. E quando gli adulti mostrano attenzione vera, che include formazione, responsabilizzazione e essere mentore, i giovani lo apprezzeranno. «I GA vogliono rendere le loro comunità un posto migliore, e questo include la chiesa” ha aggiunto.

Elias ha anche condiviso tre fasi nel processo di coinvolgimento dei giovani: «Invita i GA nel tuo ministero: è la fase di essere mentore. Il terzo sabato che un giovane frequenta la chiesa, i membri adulti dovrebbero invitarlo a un coinvolgimento specifico del ministero: è la fase della partecipazione. Infine, bisogna ascoltarlo per sapere quali sono le sue passioni in modo da responsabilizzarlo nel servizio: è la fase della responsabilizzazione.

Un esperimento sociale
Justin Yang, pastore della chiesa coreana di Atlanta, ha raccontato di aver provato, qualche tempo fa, un esperimento sociale. Si è tinto i capelli di viola, ha indossato delle maniche con tatuaggi finti e un paio di jeans strappati, ed è entrato in diverse chiese il sabato mattina. «Mentre stavo salendo e ho aperto la porta, una signora ha chiesto: “Cosa ci fa lei qui?”». Yang è stato accolto solo in 6 delle 36 chiese avventiste che ha visitato per un periodo di 12 settimane. «Dobbiamo coltivare la capacità di accogliere con calore gli altri e creare una famiglia ecclesiale in cui tutti possano sentirsi i benvenuti» ha concluso.

[Fonte: Adventist Review]

 

 

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