Uragano Eta. Vittime e danni anche tra gli avventisti in Guatemala e Honduras

Uragano Eta. Vittime e danni anche tra gli avventisti in Guatemala e Honduras

HopeMedia Italia – Il passaggio dell’uragano Eta non è stato indolore in Paesi dell’America centrale come Guatemala e Honduras. Forti venti e piogge battenti hanno causato centinaia di vittime tra la popolazione e numerose devastazioni.

In Guatemala 
“L’uragano Eta ha provocato vari disastri in diverse parti del nostro Paese e ci ha toccato profondamente” ha affermato il past. Guenther Garcia, presidente della Chiesa avventista in Guatemala “Soffriamo per la perdita di nostri cari membri di chiesa, in particolare i tre bambini piccoli, ed esprimiamo solidarietà ai 70.000 cittadini colpiti da Eta”.

Gli avventisti del settimo giorno sono rattristati per la morte di quattro membri di chiesa, Adela Cal e i suoi tre figli di 5, 8 e 10 anni, dopo che i fiumi sono esondati e le frane hanno seppellito molte case nel villaggio di Queja a San Cristobal Verapaz, nella parte nord-occidentale del Guatemala.

Nel Paese mancano all’appello ancora diversi dispersi, mentre la nazione conta le sue vittime: circa 200 persone hanno perso la vita.

“Fondi speciali di emergenza sono stati erogati per aiutare i membri” ha spiegato Garcia “Inoltre, due camion sono pronti per il trasporto di indumenti e prodotti alimentari non deperibili, oltre a 75 materassi nuovi”. I fondi della locale Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (Adra) sono stati utilizzati a Peten, nel nord del Paese, per distribuire cibo, acqua e articoli da toeletta nelle aree colpite.

La chiesa ha finora identificato 219 famiglie avventiste che hanno perso le loro case. Otto chiese avventiste sono state aperte per accogliere i profughi, in tutto 796 persone. Chiusi a marzo in risposta alla pandemia, questi luoghi di culti sono stato riaperti per offrire rifugio alle famiglie sfollate, pur osservando i regolamenti di igiene e distanziamento fisico.

Dopo che le piogge si sono calmate il 4 novembre, gli avventisti delle regioni del nord e nord-ovest si sono mobilitati raccogliere cibo, acqua e vestiti per le vittime. “Con i propri fondi e altre donazioni, le chiese si sono mosse rapidamente per cucinare pasti caldi e assemblare sacchetti di cibo per molte delle persone colpite nelle comunità circostanti” ha affermato Gustavo Menendez, direttore delle Comunicazioni.

In Honduras 
L’uragano Eta, declassato a depressione tropicale, ha colpito anche l’Honduras, il 4 novembre scorso. Le piogge torrenziali hanno causato frane, straripamento di fiumi e allagamento di intere città, lasciando migliaia di persone bloccate. Oltre 50 sono i morti al momento.

“Abbiamo cercato di valutare i danni e le problematiche attuali che Eta ha causato sin dall'inizio della giornata” ha affermato Tegucigalpa Adan Ramos, presidente della Chiesa avventista in Honduras. La tempesta tropicale ha inondato la città di San Pedro Sula nella regione nord-occidentale del Paese.

"Non sapremo quale sarà il danno esatto fino a quando le acque non si placheranno, ma nel frattempo abbiamo organizzato l'assistenza per venire incontro alle necessità” ha aggiunto Ramos.

Chiese rifugio 
Diverse chiese non danneggiate e due scuole avventiste a San Pedro Sula hanno accolto le persone rimaste senza casa. I dirigenti hanno fatto appello al pubblico per ricevere cibo, denaro e altre provviste per le famiglie sfollate, tra le quali molti avventisti.

“Abbiamo perso tutto” ha detto Pati Valeriano, madre di cinque figli e membro della chiesa di San Pedro Sula. “Sono riuscita a scappare con i miei figli con pochissimo da casa nostra, e abbiamo nuotato verso la salvezza”. Ore dopo, ha incontrato il furgone della chiesa e, insieme ai suoli figli, è stata accompagnata in un rifugio. “Ringrazio la mia chiesa” ha aggiunti “Abbiamo bisogno di fede e preghiere in questa situazione”.

“Sono tempi molto difficili per l'intera regione” ha ribadito Walter Ciguenza, direttore delle Comunicazioni presso la denominazione in Honduras e pastore di 12 chiese a San Pedro Sula, otto delle quali sono state allagate. Due giorni dopo la tempesta, lui e altri pastori erano alla ricerca di persone bisognosi in diverse comunità. Le due scuole avventiste ospitano 130 sfollati in totale di ha detto. Valeriano, i suoi figli e il loro cane sono stati in una delle due scuole avventiste. Il numero degli avventisti colpiti nel nord-ovest dell'Honduras è salito a più di 500.

Héctor González, un anziano di chiesa, e la sua famiglia hanno aspettato per più di 24 ore prima di essere salvati. Erano tra le 40 persone in piedi all'ultimo piano della loro casa in attesa dei soccorsi. Quando li hanno visti arrivare, la sera di venerdì 6 novembre, hanno cantato un inno nel loro dialetto garifuna, per lodare e ringraziare Dio per la sua misericordia.

Adra
Grazie ai fondi stanziati dal suo network, Adra in Honduras assiste 1.500 famiglie con pacchi alimentari e kit igienici nell’area più colpita nel nord-ovest dell'Honduras. 
Le inondazioni hanno distrutto i campi coltivati e questo genera grande preoccupazione. "È una situazione difficile, con la siccità prima del Covid-19, dovuta alla cosiddetta Niña, e sembra che non ci sia mai fine” riferisce Luis Trundle, direttore di Adra nel Paese. Ha poi reso noto che l’agenzia umanitaria avventista ha firmato un accordo con Usaid per fornire fondi  per offrire assitenza a 60 luoghi di accoglienza degli sfollati e ad altre 1.700 famiglie di San Pedro Sula.

La chiesa continuerà a impegnarsi per assistere chi ha bisogno. "La richiesta è grande per noi, ma continueremo a muoverci per dare tutto l'aiuto possibile” ha concluso il past. Ramos.

[Foto e fonte: Adventist Review]

Libano. Solidarietà della Chiesa dopo le esplosioni a Beirut

Libano. Solidarietà della Chiesa dopo le esplosioni a Beirut

Anche diverse scuole e chiese avventiste tra gli edifici danneggiati.

Notizie Avventiste –  Sono oltre 100 i morti e 4.000 i feriti nelle esplosioni che hanno devastato Beirut ieri, 4 agosto. Le deflagrazioni hanno eguagliato un terremoto di magnitudo 3.3 e sono state avvertite fino a Cipro, che si trova a oltre 225 chilometri di distanza. Il disastro sembra sia stato causato da 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio stipati in un magazzino del porto.

“I nostri cuori sono vicini al popolo libanese che ha già vissuto molte difficoltà negli ultimi mesi” ha dichiarato Rick McEdward, presidente dell’Unione Medio Oriente e Nordafricana (Mena) della Chiesa avventista “Ci impegniamo a dare aiuto e a fare ciò che possiamo per portare speranza alle persone in questo momento di difficoltà”.

Le violente esplosioni hanno distrutto e danneggiato diversi edifici; circa 300.000 persone sono rimaste senza casa. Anche alcune proprietà della denominazione sono state danneggiate, fanno sapere dalla Mena. Si tratta di due chiese, della Middle East University, di due scuole superiori e di un centro di apprendimento per i bambini rifugiati.

Il presidente della Chiesa avventista mondiale, Ted N. C. Wilson, ha espresso vicinanza agli abitanti della capitale libanese, riporta Adventist News Network. “Essendo cresciuto in Medio Oriente e avendo vissuto per alcuni mesi a Beirut, il mio cuore è molto triste per la popolazione di questo Paese e la sua situazione” ha affermato. Ha poi chiesto agli avventisti in tutto il mondo di ricordare “quelli in Libano” nelle loro preghiere.

“È una tragedia “ ha continuato Wilson “che si aggiunge alle numerose sfide già affrontate dai residenti. Perciò vi chiedo di pregare per il prezioso popolo del Libano affinché Dio lo aiuti nel momento del bisogno e che la nostra chiesa sia in grado di assistere le persone così come faceva Cristo”.
[LF]

[Immagine: Adventist News Network]

Alluvione in Indonesia. Aumenta il bilancio delle vittime

Alluvione in Indonesia. Aumenta il bilancio delle vittime

Anche diverse strutture avventiste gravemente danneggiate dalla calamità.

Notizie Avventiste – Le improvvise inondazioni e le colate di fango provocate dalle piogge torrenziali nell’Indonesia orientale hanno distrutto tantissimi edifici e causato 50 morti, 70 feriti e migliaia di sfollati nella città nord-orientale di Sentani, vicina a Jayapura, capoluogo della provincia di Papua. Il numero delle vittime è destinato ad aumentare secondo le autorità locali, mentre continuano le operazioni di ricerca e soccorso.

I soccorritori hanno difficoltà a raggiungere i residenti soprattutto nelle zone sommerse da acqua alta e fango. L’alluvione è arrivato all’improvviso, il 16 marzo, e ha distrutto ponti e strade principali, rendendo difficile il raggiungimento delle zone più colpite. 4.150 residenti sono stati evacuati.

Anche la Chiesa avventista in Papua è stata gravemente colpita. L’ Adventist Aviation Indonesia (Aai) è stato devastato da questo disastro. Il servizio aereo fornisce trasporto, comunicazione e supporto logistico per le missioni della Chiesa e della Papua Adventist Academy. Alcuni membri del personale sono rimasti feriti e le loro case distrutte.

I funzionari governativi hanno avvertito gli abitanti di non lasciare le aree di evacuazione ora che le acque dell’alluvione si sono calmate, perché alberi e rocce ostruiscono strade e ponti.

A Doyo, comunità situata a oltre sette chilometri da Sentani, diversi massi si sono staccati dalle montagne vicine finendo su un complesso residenziale. Tronchi e pietre sono sparsi sulle strade fangose, rendendo la viabilità molto difficile alle squadre di soccorso. Le linee elettriche e di comunicazione sono ancora inutilizzabili.

Adra Indonesia lavora per valutare la situazione, a stretto contatto con le unità amministrative locali in Papua, al fine di identificare le necessità primarie delle comunità colpite e intervenire. Servono pasti pronti, ripari di emergenza, acqua e kit di primo soccorso.

La Chiesa avventista chiede di pregare per la popolazione indonesiana colpita, ma anche per i soccorritori e quanti sono impegnati nell’emergenza.

L’Indonesia è un Paese situato all’interno del cosiddetto Anello di Fuoco che circonda l’Oceano Pacifico. Costituita da 17.000 isole, è considerata una delle nazioni del pianeta più colpita da calamità.
[lf]

[Fonte: Adventist Review. Foto: Adra Indonesia]

Il WWF chiede al Governo una Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici

Il WWF chiede al Governo una Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici


I devastanti fenomeni meteorologici che hanno colpito il nostro Paese in questi ultimi giorni fanno riflettere e invitano all’azione. In questa puntata de L’Ornitorinco parliamo di ecologia e ambiente insieme a Maria Grazia Midulla, responsabile Clima ed Energia WWF Italia.

L’organizzazione ambientalista lancia infatti un appello al Governo, che si organizzi al più presto una Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici. Un incontro per fornire a Regioni e Comuni gli strumenti per rispondere in modo repentino e ragionato all’emergenza causata dai fenomeni climatici estremi. È indispensabile – sottolinea il WWF – un Piano di adattamento che metta in sicurezza il territorio e le persone.

Ascoltiamo allora l’intervista che fa il punto anche sulle ragioni che hanno portato a questi fenomeni climatici di vasta portata e che coinvolgono direttamente le nostre vite.

Messaggio della Chiesa cristiana avventista delle zone devastate da uragani e terremoti

Messaggio della Chiesa cristiana avventista delle zone devastate da uragani e terremoti


Maol
Pubblichiamo il messaggio del past. Israel Leito, presidente della Regione Interamericana il cui territorio comprende le chiese cristiane avventiste nei Paesi dell’America centrale colpite dagli uragani e dai terremoti. Raccogliamo il suo invito alla preghiera.

Dieci Unioni del territorio interamericano sono state colpite (o sono minacciate) dai disastri naturali, che nelle ultime settimane si sono abbattuti su diverse isole e Paesi.

Fin dall’inizio siamo in comunicazione diretta con i leader locali della chiesa per conoscere i bisogni specifici e aiutare i nostri membri al meglio. Siamo stati informati di gravi danni a case, scuole ed edifici della chiesa. Le perdite ammontano a milioni di dollari. La notizia più triste, tuttavia, è che alcuni avventisti hanno perso la vita.

I dirigenti e i membri delle chiese locali si sono impegnati nell’assistenza alla popolazione in luoghi come Dominica, Antigua, San Tommaso, San Croix, Tortola, Guatemala, Città del Messico e gli stati messicani di Morelos, Chiapas e Oaxaca.

L’Agenzia avventista per lo sviluppo e il soccorso (Adra) si è spostata in tutta la regione per attivare iniziative di assistenza e soccorso. Le nostre istituzioni e organizzazioni hanno contribuito anche con la distribuzione di prodotti alimentari e forniture essenziali. Gli edifici e le scuole della chiesa sono utilizzati come rifugi e sono messi a disposizione in collaborazione con le autorità locali.

Attendiamo ancora che le comunicazioni siano ripristinate in Paesi come Puerto Rico, Dominica e altri, mentre continuiamo a pregare per tutti.

Ho letto le parole del profeta Geremia in Lamentazioni 3, è importante quando dice: «È una grazia dell’Eterno che non siamo stati interamente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà» (vv.22,23, ND).

Sappiamo che il ritorno di Gesù è vicino e, mentre lo aspettiamo, vi invito ad agire come lui quando camminava sulla terra, aiutando i nostri fratelli e sorelle, e i nostri vicini; partecipando ai soccorsi organizzati dalle chiese locali. Soprattutto, preghiamo senza sosta perché Cristo torni presto.

Maranatha!

 

Cooperazione tra avventisti e Fema nell’emergenza uragani

Cooperazione tra avventisti e Fema nell’emergenza uragani

Ne parla il quotidiano Usa Today.

Notizie Avventiste – In un articolo pubblicato lo scorso 10 settembre, il quotidiano Usa Today ha evidenziato la cooperazione tra la Federal Emergency Management Agency (Fema) e le organizzazioni religiose in caso di disastro.

“Se donate bottiglie di acqua, pannolini, abbigliamento o qualsiasi altro materiale alle vittime degli uragani in Texas o in Florida, la vostra donazione passerà probabilmente attraverso le mani degli avventisti del 7° giorno prima di arrivare a una persona colpita dalla tempesta”, afferma l’articolo.

Gli avventisti sono ritenuti capaci di costruire “un’esperienza unica in caso di disastro” per quanto riguarda il magazzinaggio, il “raccogliere, registrare, organizzare e distribuire gli aiuti di emergenza, in collaborazione con le agenzie del governo, che rispondono alle catastrofi ”.

Nell’intervista del giornale, Derek Lee, responsabile della risposta alle catastrofi dei Servizi comunitari avventisti (Acs), ha dichiarato che la sua organizzazione cercava, insieme con Fema, dei magazzini in cui depositare le forniture di emergenza in Texas.

L’articolo osserva inoltre che mentre l’uragano Harvey devastava il Texas e la Louisiana, l’amministratore della Fema, Brock Long, chiedeva ai cittadini interessati di andare su Nvoad.org (Organizzazioni volontarie nazionali attive nei disastri) per fare le donazioni. Circa il 75% delle Nvoad sono religiose.

Tra le altre importanti organizzazioni religiose che collaborano con la Fema vi è Samaritan’s Purse, un gruppo di aiuto evangelico gestito dal reverendo Franklin Graham. Inoltre, i metodisti uniti hanno addestrato 20.000 volontari in tutti gli Stati Uniti, che servono come “team di risposta rapida”. Si occupano di pulizia e smaltimento dei detriti prodotti dai disastri naturali.

Oltre ai gruppi cristiani, ci sono anche agenzie di soccorso islamiche, buddiste ed ebraiche che aiutano nelle zone delle catastrofi.

“Fema non può fare bene ciò che fa senza la collaborazione delle organizzazioni religiose non-profit e delle chiese”, ha affermato il rev. Jamie Johnson, direttore del Department of Homeland Security’s Center for Faith-Based & Neighborhood Partnerships, “È straordinaria questa collaborazione tra governo e settore privato”.

(Fonte: Adventist Today)

Cooperazione tra avventisti e Fema nell’emergenza uragani

La chiesa avventista britannica risponde alla tragedia della Grenfell Tower


I leader invitano a pregare per tutti coloro che sono stati colpiti dal disastro. Intanto, i volontari avventisti sono tra le organizzazioni che distribuiscono cibo e vestiti agli sfollati.

Notizie Avventiste – I volontari dell’organizzazione umanitaria dell’Unione avventista britannica (Buc) sono intervenuti alcune ore dopo l’inizio dell’incendio del grattacielo di Londra, per portare aiuto e conforto alle numerose persone sfollate ed evacuate che si trovavano sul piazzale a poca distante dei resti fumanti dell’edificio.

In un articolo pubblicato sul sito Buc, il past. Richard Daly, responsabile del dipartimento Comunicazioni dell’Unione, descrive la situazione incontrata e gli interventi umanitari della chiesa.

Erano le 16.30 di mercoledì 14 giugno, circa 14 ore dopo l’inizio dell’incendio, e si poteva ancora vedere il fumo e sentire l’odore della combustione, poiché nel condominio di 24 piani continuava consumarsi il rivestimento esterno dell’edificio. L’atmosfera era ancora di stupore, sconvolgimento e disperazione, perché gli abitanti degli appartamenti o quelli che erano stati evacuati nelle vicinanze erano seduti sul cemento, sgomenti; alcuni erano stati confortati da persone presenti nella zona, mentre altri restavano fermi, nel completo smarrimento.

Queste situazioni fanno emergere la bontà degli esseri umani. Numerose associazioni di beneficenza e organismi locali erano riunite per offrire cibo, acqua e vestiti. L’esercito ottimista delle organizzazioni umanitarie ha compensato il tono triste che dominava ed espresso speranza e allegria verso tutti, riconoscendo che non esistono barriere culturali o religiose per dare aiuto in una tragedia come questa.

Tuttavia, le storie delle persone sfollate erano strazianti. Una signora, incinta di cinque mesi, fissava l’edificio fumante chiedendosi se la madre ce l’avesse fatta. Ci ha detto: “Sono tornata questa mattina da una vacanza e mi sono precipitata qui. L’ultima volta che ho parlato con mia madre erano le 22.30 della scorsa notte. Da allora il suo telefono non risponde”. Un uomo di mezza età scuoteva la testa incredulo. “Non ci posso credere”, ha affermato, “la mia famiglia viveva al 21° piano, ho controllato tutti gli ospedali vicini e nessuno sa dove siano”.

Sono storie come queste e molte altre che fanno capire la realtà di ciò che è successo nelle prime ore di un mercoledì così reale e tragico.

Tra le organizzazioni umanitarie intervenute vi è anche quella avventista denominata Sec Community Services, arrivata sul posto all’ora di pranzo, che ha distribuito cibo e vestiti agli sfollati rimasti senza casa. Il direttore Sec, Malika Bediako, ha spiegato: “Siamo arrivati qui prima possibile per dare aiuto alle persone nell’emergenza e saremo qui ogni giorno per il resto della settimana”.

Anche l’agenzia umanitaria avventista Adra UK è intervenuta subito, con un contributo finanziario di 2.500 sterline per acquistare prodotti alimentari, vestiti e altri rifornimenti da distribuire secondo i bisogni delle persone.

Man mano che nei prossimi giorni circoleranno le informazioni su questo rogo mortale, alcuni vedranno confermata la scomparsa di una persona cara o inizieranno ad accettare il dolore di una perdita. In altri invece monterà la rabbia, mentre cercheranno di accertare le cause dell’incendio e chiederanno risposte urgenti.

Continuiamo a pregare per le famiglie delle vittime, per i dispersi, per i feriti, per le persone semplicemente confuse su ciò che è accaduto e anche per tutti coloro che si stanno impegnando nell’emergenza, tra i quali ci sono i volontari del Sec a rappresentare una chiesa che cerca di essere presente dove le persone soffrono.

 

Cooperazione tra avventisti e Fema nell’emergenza uragani

ADRA interviene ad Haiti, messa in ginocchio dall’uragano Matthew

haiti-matthew-fritz-adraPiù di 900 i morti. Ora nel paese è allarme colera.

Notizie Avventiste – È trascorsa una settimana dal passaggio dell’uragano Matthew che ha devastato Haiti, uno dei paesi più poveri del mondo, dove il disastro naturale è diventato anche emergenza umanitaria. Oltre 900 persone sono morte e 350 mila abitanti hanno bisogno urgente di assistenza. La distruzione è stata inevitabile. Buona parte della popolazione, infatti, viveva ancora in capanne e tende dopo il terremoto del 2010, strutture incapaci di resistere alla pioggia battente e ai venti che per 36 ore hanno soffiato a 200 chilometri orari.

Alle lacrime di chi ha perso i propri cari, e tutto ciò che aveva, si aggiunge la paura di epidemie. adra-haiti-carrefour-matthew-1024x768Acqua stagnante, corsi d’acqua contaminati da cadaveri e carcasse di animali, fango che ricopre ogni cosa sono possibili focolai di infezioni. Già si sono verificati numerosi casi di colera e almeno 3 decessi.

ADRA Haiti è subito intervenuta per rispondere all’emergenza distribuendo cibo, sistemi di potabilizzazione dell’acqua e kit per l’igiene.

Ora l’agenzia umanitaria avventista collabora con Global Medic per dare accesso ad acqua sicura da bere e prevenire la diffusione del colera e di altre malattie. Gli interventi di ADRA riguardano:
– l’impianto di 7 unità di depurazione dell’acqua in grado di generare 140 litri di acqua potabile al minuto;
– la distribuzione di 288.000 Aquatab, compresse per la potabilizzazione dell’acqua, che possono rendere potabile 2,88 milioni di litri di acqua;
– la distribuzione di 1.000 kit di emergenza per le famiglie, che comprendono una unità di depurazione in grado di fornire acqua potabile per un anno, sapone, dentifricio e spazzolini da denti, assorbenti igienici, detersivi per il bucato e altri prodotti per l’igiene.

Giovedì scorso, mentrwilson-prays-iaddelegation-matthewe arrivavano le prime notizie del disastro causato da Matthew, il presidente della Chiesa cristiana avventista mondiale, Ted N. C. Wilson, ha fermato l’incontro dei dirigenti in corso presso la sede della denominazione nel Maryland, per dedicare momenti di preghiera alle popolazioni colpite.

L’uragano, che ha perso potenza nella sua corsa verso le coste americane, ha provocato ingenti danni anche a Cuba e nelle Bahamas. Diverse chiese cristiane avventiste dei due paesi (a Baracoa, Vertiente de Maisì, Nassau, ecc.) hanno ospitato centinaia di abitanti evacuati dalle loro case.

(Foto: Fritz Bissereth/ADRA Haiti/Orlando Ramirez)

 

Cooperazione tra avventisti e Fema nell’emergenza uragani

L’uragano Matthew devasta i Caraibi

uragano-matthew-nasa340 i morti. La più colpita è Haiti. ADRA interviene negli aiuti alle popolazioni.

ADRA Italia/Notizie Avventiste – L’uragano Matthew (categoria 4) ha devastato i Caraibi, con piogge battenti e venti superiori a 200 chilometri orari. 340 è il bilancio dei morti al momento. Il maggior numero delle vittime si è registrato ad Haiti e in numero più ridotto a Cuba e nelle altre isole colpite dalla furia di Matthew. Sebbene l’entità delle piogge e dei venti si sia ridotta (è stato declassato alla categoria 3), l’uragano in questi ultimi giorni ha colpito le Bahamas e si è diretto verso la Florida che ha dichiarato le stato di emergenza ed evacuato diverse zone. Stessa cosa in Georgia e Carolina.

I team di ADRA Emergency Response, l’agenzia umanitaria avventista, si sono già attivati a supporto delle ADRA locali in attività di assistenza alla popolazione, attraverso la distribuzione di beni di prima necessità per circa 1.000 famiglie ad Haiti. La situazione in questo paese desta al momento maggiore preoccupazione, in considerazione delle condizioni di grande povertà sociale ed economica a cui si aggiungono le conseguenze, ancora tangibili, dei danni causati dal disastroso terremoto del 2010.

Anche la Repubblica Dominicana è stata stravolta dal passaggio dell’uragano. Sebbene il numero dei morti sia inferiore, allo stato attuale ci sono circa 20.000 sfollati, ai quali mancano soprattutto vestiti asciutti e riparo.

Nei prossimi giorni, i team di ADRA continueranno a fornire assistenza diretta e a valutare le modalità migliori con cui sistemare e gestire la popolazione locale. Tutti gli uffici ADRA nazionali hanno focalizzato la propria attenzione su questo disastro e contribuiranno alla raccolta di fondi da destinare alle attività di soccorso e, in un secondo momento, a quelle legate alla ricostruzione.
(Foto: NASA)

Cooperazione tra avventisti e Fema nell’emergenza uragani

La Virginia occidentale chiede alla Chiesa di dirigere i soccorsi post-alluvione

Adventist-west-virginia-flood-June29-1I volontari hanno creato un magazzino per la distribuzione degli aiuti.

Notizie Avventiste – Lo stato americano della Virginia Occidentale ha chiesto alla Chiesa cristiana avventista di supervisionare la distribuzione degli aiuti alle persone colpite dalle devastanti alluvioni che hanno ucciso almeno 23 persone e lasciato senza casa migliaia di abitanti alla fine di giugno.

L’inondazione è avvenuta a circa 80 chilometri da Beckley, dove avventisti di tutto il paese convergeranno per offrire assistenza medica gratuita ai membri della comunità nel corso di un Your Best Pathway, l’evento sulla salute previsto per il 13-16 luglio.

“La zona era già in disperato bisogno prima dell’arrivo di questo disastro naturale”, hanno Adventist-west-virginia-flood-June29-2affermato dalla Federazione Mountain View della Chiesa.

I funzionari dello stato hanno chiesto alla denominazione sia di gestire il deposito di aiuti, sia di distribuire le donazioni a Belle, città a sud della capitale Charleston. Inoltre gli avventisti hanno ricevuto la richiesta di offrire counseling psicologico e spirituale per sovvenire ai bisogni spirituali ed emotivi delle persone colpite dall’evento catastrofico.

(Foto: Mountain View Conference)

Cooperazione tra avventisti e Fema nell’emergenza uragani

Canada. 88mila sfollati nel mega incendio della provincia di Alberta

Incendio_Canada_Brad_DavisL’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso interviene in aiuto delle famiglie colpite.

Notizie Avventiste/ANN – I leader della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno in Canada monitorano attentamente l’incendio scoppiato nell’area di Fort McMurray, nella provincia di Alberta, che ha portato il governo locale a dichiarare lo stato d’emergenza e fatto fuggire 88mila abitanti dalle loro case. L’ordine di evacuazione obbligatoria è stato emesso il 4 maggio, quando le fiamme dell’incendio scoppiato lungo i fiumi Athabasca e Hanginstone avevano inghiottito diversi quartieri. Ora la minaccia si avvicina anche alla provincia di Saskatchewan.

Circa 22.000 abitanti sono fuggiti verso Edmonton, città a sud di Fort McMurray, mentre tutti gli altri sono andati verso nord. Il fuoco, alimentato dal vento e dalla siccità, si è rapidamente esteso a 200 mila ettari di terreno, alcune comunità hanno perso fino all’80 per cento delle loro case.

“I nostri pensieri e le preghiere sono con tutti coloro colpiti dall’incendio”, ha affermato Mark Johnson, presidente della Chiesa cristiana avventista canadese, “Continuiamo a monitorare la situazione per quanto riguarda anche le famiglie avventiste della zona”.

La chiesa di Edmonton e almeno 10 famiglie avventiste della città hanno aperto le porte e le loro case agli sfollati.

L’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (ADRA) in Canada e la Federazione delle chiese avventiste della provincia di Alberta collaborano con la Croce Rossa per aiutare le persone colpite.

(Foto: Brad Davis)

Cooperazione tra avventisti e Fema nell’emergenza uragani

El Niño. L’agenzia umanitaria avventista risponde all’emergenza siccità in Africa

csm_El_Nino_drought_025173cf1aCirca 14 milioni di persone vivono nell’insicurezza alimentare nelle regioni colpite nel sud del continente africano.

Notizie Avventiste – ADRA risponde alla grave siccità che colpisce i paesi dell’Africa subsahariana dove, tra ottobre e dicembre 2015, è caduto il più basso tasso di precipitazioni degli ultimi 35 anni, secondo il Programma Alimentare Mondiale (PAM). La causa è nel fenomeno climatico El Niño. Si stima che 40 milioni di persone delle zone rurali e 9 milioni di poveri nelle aree urbane delle zone colpite dalla siccità potranno essere a rischio fame, mentre già 14 milioni di persone nella regione vivono nell’insicurezza alimentare.

Madagascar
La parte meridionale del Madagascar è stata colpita pesantemente dalla siccità provocata da El Niño. Dal 2012, piogge inconsistenti hanno prodotto scarsi raccolti e povertà, e la siccità ha impedito il raccolto regolare di mais in molti distretti. È probabile che anche i prossimi raccolti di patate dolci, a maggio, e di manioca, a giugno, daranno risultati molto scarsi. ADRA Madagascar opera in coordinazione con l’Agenzia statunitense per lo Sviluppo internazionale (USAID) per distribuire 350 tonnellate di scorte alimentari di emergenza in 13 comunità nella parte meridionale del paese. Pacchi di alimenti, contenenti una nutriente miscela di mais e soia (CSB), riso e olio per un mese, hanno raggiunto circa 52.000 persone più vulnerabili.

Malawi
Il Malawi vive il primo deficit di mais da dieci anni e, a partire da dicembre 2015, il prezzo di questo cereale è salito del 73 per cento. La parte meridionale del paese è la più colpita dalla prolungata siccità e a risentirne sono 2,8 milioni di persone.
Grazie al PAM, ADRA Malawi assiste 21.932 famiglie di Phalombe e 8.948 famiglie di Mulanje. Entrambi i distretti si trovano nella regione meridionale del paese. Inoltre, assiste anche 1.000 famiglie di Phalombe grazie al programma Food for Asset che durerà fino ad agosto 2016. Nell’ambito del programma, ogni famiglia ha sempre un paniere alimentare di 50 kg di mais, 10 kg di legumi, 6 kg di miscela di mais e soia e 2 litri di olio.

Zambia
Da metà gennaio, il Consiglio nazionale dei ministri per la gestione dei disastri in Zambia ha capito che ci sarebbe stata una potenziale crisi innescata da El Niño e ha previsto che 1,6 milioni di agitanti avrebbero avuto bisogno di assistenza alimentare. Mambwe, nella parte orientale del paese, non è stato risparmiato e 5.400 agricoltori hanno bisogno di sostegno dato che la loro produzione agricola è stata colpita dalla siccità, in zone più ampie, ma anche dalle inondazioni, in alcune aree.
Con il sostegno del governo del paese, lo scorso febbraio ADRA Zambia ha distribuito 234 tonnellate di mais a 4.680 famiglie e continua a valutare l’entità della vulnerabilità e i biosogni a Mambwe.

Zimbabwe
ADRA Zimbabwe ha effettuato una prima distribuzione di cibo d’emergenza, con particolare attenzione alle tribù nomadi che tradizionalmente non coltivano e conservano il cibo. In collaborazione con i suoi partner di rete e la chiesa locale, ha portato aiuto nel distretto di Mbire, distribuendo pacchi alimentari, contenenti 50 kg di farina di mais, 4 litri circa di olio, 10 kg di fagioli secchi e 1 kg di sale iodato, a 140 famiglie. Inoltre, attua anche un progetto di assistenza alimentare nel distretto di Zvishavane, nella provincia Midlands, in coordinamento con il PAM, per più di 32.000 beneficiari. Prossimi passi saranno realizzati in coordinamento con le altre organizzazioni ecclesiastiche, per offrire un aiuto più ampio.

Lesotho
Il governo del Lesotho ha dichiarato la siccità un disastro nazionale. Secondo i risultati della valutazione, 650.000 abitanti nel piccolo paese hanno bisogno di assistenza alimentare immediata. L’accesso all’acqua è un altro grave problema, dato che i punti d’acqua si sono prosciugati e il tempo di raccolta è aumentato di 2-3 ore. Le strutture sanitarie sono senza acqua e i pazienti sono invitati a portarla; inoltre i bambini sono mandati a casa presto non potendo garantire adeguati standard igienici.
El Niño avrà conseguenze sul paese almeno fino alla stagione dei raccolti 2016/17. Per i gruppi più vulnerabili, come le persone affette da AIDS, e per i distretti dove già vi è un elevato tasso di povertà, si tratta di una duro colpo. Il numero attuale di persone colpite cresce a causa di altri fattori, come l’aumento dei prezzi alimentari, la perdita di reddito da attività agricole e la perdita di attività produttive.
ADRA Lesotho ha recentemente attivato un progetto per raggiungere le famiglie nel distretto di Berea, dove le famiglie hanno perso tutto a causa dei forti venti che hanno distrutto le loro proprietà.

Swaziland
Il governo dello Swaziland ha dichiarato anch’esso lo stato di disastro ed emergenza nazionale per la prolungata siccità che attanaglia il paese da due anni. Il governo pianifica come far fronte alle crescenti esigenze nei prossimi mesi, ma anche come affrontare la situazione nei prossimi cinque anni.
ADRA Swaziland si sta organizzando per distribuire cibo a circa 18.000 persone in 3 circoscrizioni nelle regioni Lubombo e Shiselweni.

Somalia
È allarme in Somalia per la sicurezza alimentare e la malnutrizione. Circa 3,7 milioni di persone nel paese non avranno abbastanza cibo entro la metà del 2016.
ADRA Somalia ha aumentato gli aiuti iniziali e fornisce acqua potabile con i camion nello stato del Puntland fino a maggio. È inoltre in fase di coordinamento con la rete ADRA mondiale per lanciare la prossima fase di aiuti nei mesi critici. ADRA Canada ha anche finanziato un intervento per un progetto di fornitura di acqua nelle scuole in provincia di Sool. Aumenta il tasso di abbandono scolastico nelle situazioni di emergenza. Il progetto di acqua nelle scuole aiuta i bambini a continuare il loro percorso di formazione.

Etiopia
Cresce la scarsità idrica nelle zone calde dell’Etiopia. La disponibilità di acqua potabile diventa sempre più problematica nelle comunità agricole.
ADRA Etiopia ha ottenuto finanziamenti per portare acqua potabile, servizi igienico-sanitari e igiene nella regione Kelafo. Lavora inoltre con l’intera rete ADRA per una più ampia risposta all’interno del paese.

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