Apocalisse in breve. La costanza dei santi
28 Ottobre 2014

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Apocalisse in breve. La costanza dei santi
28 Ottobre 2014

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

NA - Notizie AvventisteFrancesco Zenzale –“Qui è la costanza dei santi” (Ap 14:12).
“Troppo spesso il senso di questa ultima parola è stato mal compreso. Il santo, nella Bibbia (in ebraico: qadosh) non ha nulla a che vedere con il bambino modello che ubbidisce sempre ai suoi genitori e non delude mai i suoi maestri. I santi sognati dal profeta sono l’incubo dei burocrati. Essi scuotono e disturbano l’ordine costituito. Essi camminano contro corrente. I santi degli ultimi tempi sono personalità indipendenti e rivoluzionarie. Essi sentono che la fine è vicina e forgiano se stessi al diapason del regno che viene dall’alto. Questo è il carattere che emerge dalla definizione di credente data dal testo apocalittico. Questi santi sono coloro che ‘osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù’ (v. 12).

Contro la maggioranza che segue l’etica umana e terrena per ossequiare l’autorità di Babele, i santi sono una minoranza che vive nel timore di Dio, rimanendo fedele agli antichi comandamenti del Dio d’Israele e di Gesù. Contro la maggioranza che non crede se non in ciò che vede e confida solo nelle proprie opere, questi sopravvissuti di un tempo lontano, hanno conservato la fede in Gesù. Essi credono, nonostante le tenebre e il silenzio di Dio. Essi sperano nonostante le sconfitte e la croce.

Ma oltre questo ritratto che delinea le caratteristiche psicologiche del ‘santo’, la definizione che abbiamo letto fonda e conforta il cammino del credente. Attraverso i ‘comandamenti di Dio’ e ‘a fede in Gesù’, l’Apocalisse guarda ai due avvenimenti che hanno segnato il cammino della rivelazione di Dio, nella storia e nell’esistenza umana. Da una parte la Torah, la legge di Dio, dall’altra parte l’incarnazione e la morte di Gesù” (J. Doukhan, Il grido del cielo, p. 158).

Nella sua prima lettera Giovanni ribadisce questo insegnamento con le seguenti parole: “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato. Da questo sappiamo che amiamo i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. Perché questo è l’amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi” (1 Gv 5:1-3).

Per saperne di più: assistenza@avventisti.it

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