Notizie Avventiste – Alcuni rappresentanti dell’Unione avventista australiana (Auc) erano tra le 720 persone che hanno partecipato alla Conferenza “Brave Together” del Piano nazionale di azione per la riconciliazione (Rap) del 2022, tenuta a Sydney dal 7 al 9 giugno.
“La conferenza ci ha permesso di sederci al tavolo con altre organizzazioni che sono sottoposte al processo del Rap e ci ha permesso di fare rete con persone che stanno facendo il nostro stesso percorso” ha spiegato il past. Darren Garlett , direttore dei Ministeri in favore degli Aborigeni e delle Isole dello Stretto di Torres, presso l’Auc.
“È stato davvero positivo vedere così tante persone non indigene riunite insieme, che si mobilitano per la riconciliazione, che supportano i Rap e vogliono fare tutto il possibile per aiutare nella riconciliazione” ha aggiunto.

La presenza di un rappresentante indigeno ha permesso all’Unione avventista di avere prospettive diverse della conferenza.
“Non ho mai compreso appieno il dolore, la disuguaglianza, il cuore, l’orgoglio, le lotte e il desiderio di accettazione del nostro popolo delle Prime Nazioni” ha spiegato Jacques Calais, direttore associato delle scuole avventiste australiane “partecipare alla conferenza nazionale Rap con Darren mi ha aperto gli occhi e sono davvero grato”.

Uno dei temi primari emersi è stata l’importanza di ascoltare gli indigeni per poter capire quanto sia necessaria la riconciliazione.
“Le persone indigene non hanno le risposte, dobbiamo ascoltare le loro storie per poter capire. Non stanno cercando un’elemosina, ma vogliono solo essere apprezzati e rispettati nella comunità, non visti o trattati come cittadini di seconda classe” ha spiegato Calais.

La conferenza Brave Together ha incluso sessioni plenarie tenute dai rappresentanti delle Prime Nazioni che hanno esposto le loro prospettive sull’importanza della riconciliazione. I leader delle organizzazioni hanno anche condiviso le sfide con i loro Rap e come sono migliorati di conseguenza. Tutti gli incontri si sono concentrati su come i partecipanti possono trasformare i luoghi di lavoro e il futuro dell’Australia.

Garlett e Calais concordano sul fatto che il Rap deve essere più di una serie di politiche che la chiesa ha portato a termine.
“Non possiamo semplicemente scrivere un Piano d’azione per la riconciliazione, spuntare una casella e tutto andrà bene. Il nostro Rap non deve essere un documento simbolico, ma deve avere sostanza in modo che possiamo effettivamente attuare una trasformazione e fare la differenza. Non dovremmo scrivere il Rap solo per fare vedere quanto sia bravi come individui e come chiesa” ha spiegato Calais.
“Non si tratta solo di sostenere gli indigeni. Riguarda noi come nazione riconciliata” ha aggiunto “Si tratta anche di educare le persone non indigene sulle vere verità e sulla vera storia di questo Paese, e questo è qualcosa che possiamo insegnare nelle nostre scuole”.

“Come può la chiesa abbattere le barriere e mostrare che ci prendiamo veramente cura delle persone?” si è domandato Calais “Seguendo l’esempio di Gesù e costruendo relazioni con loro. Mostrare amore, rispetto e comprensione per il nostro popolo delle Prime Nazioni”.

L’Unione avventista australiana spera di vedere molti altri dirigenti partecipare alla prossima Conferenza del Piano nazionale d’azione per la riconciliazione che si terrà nel 2023.

Settimana nazionale della riconciliazione 
La Regione Pacifico del sud (Spd) della Chiesa avventista ha preso parte anche quest’anno alla Settimana nazionale della riconciliazione, dal 30 maggio al 3 giugno, con una serie di relatori aborigeni e isolani dello Stretto di Torres per i culti del mattino del personale, iniziative di formazione e le presentazioni su come i diversi dipartimenti collaborano con i Ministeri in favore degli Aborigeni e delle Isole dello Stretto di Torres dell’Unione avventista australiana. Presso gli uffici è stato allestito anche un tavolo con risorse e materiali per l’apprendimento e la condivisione .

“La Spd ha una tale influenza nelle sue regioni all’estero, ma anche qui in Australia” ha affermato il past. Garlett “È fantastico vederli aprire la strada a una migliore comprensione culturale del popolo delle Prime Nazioni. Condividiamo la nostra cultura sin dal primo giorno di scuola e continueremo a farlo finché le persone saranno disposte a imparare. Attraverso questo apprendimento arriva la comprensione, l’empatia e l’unità. L’Australia ha bisogno di guarigione e tramite queste opportunità di scambio culturale la Chiesa sarà rafforzata”.

Durante la settimana è stato organizzato anche un incontro di formazione su Zoom dal titolo “Una guida veloce alla cultura aborigena”. Circa un centinaio di dirigenti da tutta la Regione Pacifico del sud hanno partecipato e hanno ricevuto spunti sulla cultura aborigena e suggerimenti per interagire e comprendere meglio i popoli aborigeni e delle Isole dello Stretto di Torres. Sono stati trattati argomenti quali il significato di Paese, la comprensione della terminologia corretta da utilizzare quando ci si riferisce alle popolazioni aborigene e delle Isole dello Stretto di Torres, l’identificazione di una persona aborigena e il significato dell’identità aborigena, nonché la condivisione di come saperne di più su cultura e storia aborigena.

[Foto e fonte: Adventist Record]

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