Hikikomori, un termine giapponese che significa “stare in disparte”, è il risultato di una serie di concause caratteriali, familiari, sociali e scolastiche. Tutto questo porta a una crescente difficoltà e demotivazione del ragazzo nel confrontarsi con la vita sociale, fino a un vero e proprio rifiuto della stessa. Il disagio cresce col crescere dell’età: mentre gli hikikomori restano chiusi in camera, i compagni si diplomano, si laureano, trovano lavoro. E il confronto con gli amici per questi ragazzi diventa sempre più insopportabile.

Hikikomori si potrebbe confondere con altri fenomeni, ma cosa non è Hikikomori?

Oggi ci sono pochi terapeuti ben formati sul problema. I medici non conoscono il fenomeno. Qual è l’approccio giusto? Qual è il ruolo dei genitori?

Mario Calvagno e Carmen Zammataro intervistano Gianni Caccamo, pastore delle chiese avventiste di Bologna, Forlì e Modena.

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