Fra le parabole di Gesù più note c’è sicuramente quella del seminatore. “Il seminatore uscì a seminare” riporta l’evangelista Matteo. Il seminatore è attivo, si dà da fare. Nella spiegazione di Gesù rappresenta Dio; per estensione, potrebbe rappresentare la chiesa che deve servire, non asservire, l’umanità. Per esempio, una chiesa la cui organizzazione si irrigidisce e si appesantisce, al punto che gran parte delle proprie risorse economiche ed umane servono a mantenere se stessa, anziché essere impiegate al servizio verso il prossimo, è una chiesa che contrasta con l’idea di un Gesù che viene per servire e non per essere servito. Il seme, la parola di Dio, cade su quattro terreni diversi, che lo accolgono in un certo modo o lo respingono del tutto. Quanto ancora dobbiamo scendere in profondità per comprendere appieno questo meraviglioso racconto?

Intervista di Mario Calvagno e Carmen Zammataro al pastore Saverio Scuccimarri, professore e decano della Facoltà Avventista di Teologia e responsabile della redazione religiosa della Casa editrice ADV.

 

 

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