NA - Notizie AvventisteFrancesco Zenzale – Nell’attesa che la beata speranza si realizzi, sarà lo Spirito Santo a inondare i nostri cuori del suo amore e a conferire a ciascuno dei suoi figli la consapevolezza della sua dolce presenza, offrendo la necessaria comprensione del piano della salvezza in favore dell’umanità e delle profezie relative al ritorno di Cristo.

Lo Spirito Santo è così presentato: “dai sette spiriti che sono davanti al suo trono”. Questa espressione appare 4 volte nell’Apocalisse. Troviamo la prima inserita tra la presentazione del Padre e quella di Gesù Cristo (Ap 1:4). Ciò significa che lo Spirito Santo è parte integrante del piano della salvezza ed è grazie a lui che la rivelazione è possibile. Nel terzo capitolo appare di nuovo ed è intimamente legato a Cristo (Ap 3:1). Gesù, come è attestato dai profeti e dai vangeli, fu ripieno dello Spirito Santo (Isaia 11:1-9; Luca 1:35; 3:22; Matteo 12:18, ecc.).

Nel quarto capitolo egli è intimamente legato a Dio Padre (Ap 4:5), visione che avremo modo di considerare nelle prossime riflessioni. Si tratta della teofania di Dio e del suo trono. Infine, al capitolo cinque appare di nuovo ed è ancora una volta unito a Cristo, rappresentato dall’Agnello “che sembra essere stato immolato” (Ap 5:6). È evidente il richiamo pasquale e il ruolo fondamentale che lo Spirito Santo ha avuto nell’esperienza umana di Gesù e in particolare nel rendere operante la salvezza. Gesù, prima di essere immolato, parlò ampiamente dello Spirito Santo. I capitoli 15 e 16 del vangelo di Giovanni illustrano magistralmente la sua opera.

L’apostolo Paolo, parlando dello Spirito Santo, ci aiuta a capire quanto sia indispensabile la sua presenza e la sua opera per noi oggi. “Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi… tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: ‘Abbà! Padre!’.

Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui…  Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio” (Romani 8:11-17, 26-27)

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