Apocalisse in breve. I cavalli bianco e rosso (Ap 6: 1-4)
8 Aprile 2014

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Apocalisse in breve. I cavalli bianco e rosso (Ap 6: 1-4)
8 Aprile 2014

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Francesco Zenzale – In tutta l’Apocalisse, il colore bianco è simbolo della grazia che è conferita a chi segue l’Agnello, come anche della verginità spirituale (Ap 14:4-5). Grazia che si impossessa dell’uomo quando questi accetta Gesù come personale Salvatore e scende nelle acque battesimali (Ap 3:5; cfr Galati 3:27).

Il bianco è la somma di tutti i colori e dà un senso di silenzio, perché in esso tutto scompare, anche la nostra esistenza; ma è un silenzio che nasconde in sé infinite possibilità, come per esempio un nuovo inizio, una nuova e vincente esperienza di vita.

“Nel capitolo 19 dell’Apocalisse, la stessa immagine viene utilizzata per rappresentare la vittoria di Cristo: un cavallo bianco montato da un cavaliere incoronato (19:11-16). Notiamo, però, come la corona di questo cavaliere sia regale (in greco diadema). Anche se l’immagine del cavallo bianco del capitolo sesto riguarda Gesù Cristo in gloria, essa non si riferisce, comunque, alla venuta del regno. Gesù è vittorioso, ma non ancora sovrano. Certo, una battaglia è stata vinta, ma la guerra non è ancora finita. Nel nostro testo, il cavaliere viene descritto al momento della partenza, non a quello dell’arrivo: ‘Egli partì’. La storia del cristianesimo e la sua conquista del mondo è partita bene. Questo è il tempo dei primi cristiani e della chiesa apostolica” (J. Doukhan, Il grido dal cielo, edizioni Adv, p. 74).

Il cavallo rosso. Nella Parola di Dio, il colore rosso è il simbolo naturale della vita che si manifesta attraverso il sangue, è dunque il colore caldo della misericordia di Dio (1Giovanni 5:7; Esodo 12:22 e seguenti).

Nel suo significato spirituale, di espiazione e santificazione, il sangue ha trovato nella morte di Cristo il suo significato definitivo e il suo compimento. Senza spargimento di sangue non esiste perdono (Ebrei 9:22), indica il sacrificio della vita in favore dell’umanità. Con il suo sangue, ovvero con il dono della sua vita, Cristo ha riscattato e liberato l’uomo dal peccato (1Pietro 1:2; Ebrei 9:4; 10:19; 1Giovanni 1:7; 1Corinzi 10:16; Efesini 2:13; Apocalisse 7:14; 12:11).

Ma il rosso è anche simbolo d’inquietudine, di confusione, di turbamento della pace e di morte, che il secondo cavaliere va seminando nel mondo, promuovendo divisioni e scissione tra le nazioni e i popoli; guerre civili e religiose. Infatti, il secondo sigillo indica un periodo particolare della storia della chiesa, caratterizzato dalle persecuzioni imperiali del II e III secolo. Il cavaliere con la grande spada, è simbolo delle persecuzioni e di guerre anche nell’ambito stesso del cristianesimo: cristiani e ariani che lottano per il potere.

Per saperne di più: assistenza@avventisti.it

 

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