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Francesco Zenzale – Nell’ambito di alcune denominazioni cristiane, chiesa cattolica e ortodossa si insegna che i sacramenti sono dei segni esteriori istituiti da Cristo per dare grazia santificatrice e sacramentale. In altre parole, nel sacramento, il rito si trasforma in qualcosa di magico che infonde la grazia, la benedizione di Dio, per il solo fatto di compierlo (ex opere operato), ovvero, da simbolico e commemorativo diventa operante di per sé nella sua materialità, acquisendo valore salvifico. Esso si contrappone alla grazia dono di Dio in Gesù Cristo.

Tra i vari sacramenti alcuni sono forme liturgiche, più che dottrine, che si richiamo a una errata concezione della natura dell’uomo (estrema unzione – immortalità dell’anima), alla salvezza per opere (penitenza) e a una concezione errata della consacrazione al servizio di Cristo (santi ordini – nubilato dei sacerdoti). I restanti sono “dottrine” liturgiche o simboliche, che risentono nella pratica della cultura di appartenenza (matrimonio); di una teologia ecclesiale (battesimo di bimbi, cresima, eucarestia – transustanziazione e consustanziazione) che, nel loro contenuto spirituale e teologico, tradiscono la Parola.

La parola “sacramento” non è biblica, deriva dal latino sacramentum che significa “cosa sacra” Essa “aveva un valore prevalentemente giuridico, indicando all’inizio il deposito all’erario fatto da parte di chi perdeva un processo; in seguito indicò anche il giuramento delle reclute al servizio militare, rappresentando in entrambi i casi un impegno di fronte alla divinità. In epoca successiva passò a significare un particolare modo di risolvere le controversie processuali, consistente nel far prevalere la parte che avesse con giuramento assertorio affermato la propria pretesa; chi giurava, consacrava la sua persona alla divinità in caso di giuramento falso. Di qui, nell’italiano antico o letterale, il significato di giuramento solenne, o anche, più genericamente, di asserzione giurata: in mentre che la republica visse immaculata, mai … alcuno d’infima fortuna pensò di violare il sacramento (Machiavelli); fare sacramento, giurare solennemente: e a te guardando, O bel sole di Dio, fo sacramento (Carducci)” (Enciclopedia Treccani).

Tertulliano, creatore di una parte dei termini tecnici della Chiesa d’Occidente, lo usò per designare quegli atti sacri che, conformemente all’uso delle religioni misteriche, erano detti, nella chiesa di lingua greca, misteri (mysteria). E con il termine sacramentum la Vulgata, la traduzione in latino della Bibbia, traduce il termine greco mysterion nelle epistole agli Efesini e ai Colossesi, e in 1 Timoteo (dove però non designa i riti della chiesa); talché si deve osservare, che non solo il termine non è biblico, ma nemmeno la parola mistero, che vuole tradurre, si riferisce nel Nuovo Testamento ai sacramenti.

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